«La “vecchia Varese” è un centro commerciale naturale»

Il primo convegno sul commercio organizzato da Confesercenti ha aperto un dibattito serrato sullo stop ai centri commerciali e sul rilancio della città storica

Migliorare l’accesso al centro senza auto, ripensare grandi aree come quella di piazzale Kennedy e delle stazioni, riaccendere i fari sul centro storico e moltiplicare le iniziative. Il primo convegno sul commercio indetto da Confesercenti (ieri sera, lunedì 5 marzo), ha avuto al centro del dibattito il rapporto tra urbanistica e commercio. Tema fondamentale della serata è stato il centro storico varesino, la sua tradizione di piccolo commercio contro il nuovo che avanza, le grandi superfici commerciali che sono sorte  e stanno ancora sorgendo a macchia di leopardo all’interno dei confini comunali e negli immediati dintorni.

A dirigere le danze, con un parterre folto dal sindaco Attilio Fontana fino all’assessore al commercio Giordano, Alfredo Corvi presidente del coordinamento dei commercianti del centro storico. Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti, ha subito posto le questioni cruciali sul tavolo rivolgendosi direttamente al sindaco: «E’ noto a tutti lo sforzo organizzativo di Confesercenti nel ravvivare il centro storico con le aperture serali dei negozi e l’associazione VareseShopping – spiega Lucchina – ora vorremmo capire cosa intende fare la nostra amministrazione per fermare lo sviluppo di altri centri commerciali». Il riferimento è al caso dello spostamento all’ex-Malerba del centro commerciale di viale Borri e il suo aumento di superficie commerciale.«Non solo, chiediamo al sindaco di aiutarci a realizzare il primo centro commerciale naturale di Varese – continua il direttore di Confesercenti – quello che già c’è con tutti i negozi del centro».

La risposta di Fontana non si è fatta attendere: «Siamo con voi, crediamo che serva una pianificazione del commercio aVarese – spiega il sindaco – ma non possiamo fermare chi ha in mano una licenza di quelle già circolanti prima dello stop voluto dalla Regione e che vuole realizzare una nuova superficie commerciale. Certamente dobbiamo vigilare perchè non ci siano brutture che rovinino la nostra bella città». Su una cosa tutti sono daccordo, bisogna salvaguardare Varese e creare le occasioni di crescita collettiva in modo organizzato e che vadano al di là del semplice risultato immediato. Di questo ha parlato il vice-sindaco Giampaolo Ermolli: «Negli anni passati Varese non è cresciuta in modo sensato – ha detto la seconda carica comunale – va ammesso che è mancata l’applicazione del principio di sussidiarietà finendo per favorire uno e danneggiare un altro lasciando la città senza un ordine».

Non a caso Varese è l’unica città capoluogo di provincia senza tangenziali anche se finalmente ieri è giunta la firma per la costruzione della tangenziale est in occasione dei mondiali di ciclismo del 2008. Un importante intervento a favore del contenimento dei centri commerciali è arrivato dall’assessore all’urbanistica Fabio Binelli: «Contenere i centri commerciali con le armi dell’urbanistica si può. Non basta una rotonda per giustificare l’impatto di in centro di grosse dimensioni – sostiene Binelli – l’urbanistica può fermare questa deriva».
Interessanti anche gli interventi degli esperti invitati a parlare a partire dal professor Giuseppe Garofoli, docente all’Università dell’Insubria: «Per trarre una crescita dalle occasioni come quella dei mondiali di ciclismo servono una serie di azioni concatenate e coerenti – spiega Garofoli facendo alcuni esempi – si prenda Barcellona e le Olimpiadi del ’92. Nei quattro anni precedenti la città ha lanaciato le olimpiadi della cultura e si è trasformata da città senza velleità turistiche in una delle più importanti mete europee del turismo culturale. Ferrara, da insignificante città senza propensioni, è alla base della musica classica nazionale ed è città congressuale».
Lo segue sul discorso il responsabile di Legambiente Alberto Minazzi: «Serve un disegno preciso per Varese, per le sue castellanze e per i suoi polmoni verdi – spiega Minazzi – siamo dalla parte dei negozianti del centro storico ma chiediamo di pensare a trasporti non inquinanti per il centro. Siamo contro i centri commerciali perchè consumano il territorio e presto diverrano aree abbandonate quando la bolla dei centri commerciali si sgonfierà». Tanta carne al fuoco anche sulle iniziative per ravvivare la vita della città. Confesercenti rilancia le aperture serali dall’8 giugno al 3 agosto, Ermolli rilancia con Notte Bianca, progetto di nuova illuminazione delle vie del centro, i mercatini e grandi appuntamenti per rivivere i giardini di Varese città giardino. Insomma il fermento c’è, Varese sta cercando la sua nima di città persa negli ultimi anni con il decentramento e la dispersione delle superfici commerciali. come fa a vivere il centro se tutti vanno a fare spesa nei grossi cubi di cemento che stanno tutt’intorno? A questa domanda converrà dare presto una risposta.

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Pubblicato il 06 Marzo 2007
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