Ragazzi disabili in cattedra: “E’ bello stare con i bambini”

Un laboratorio di fiabe e colori per l’integrazione tra i disabili della Finestra ed alunni della scuola Battisti

"E’ bello stare con i bambini, anche se a volte sono un po’ troppo vivaci e rumorosi” racconta una delle ragazze della Finestra di Malnate. Una decina di utenti della cooperativa per disabili realizzano un laboratorio artistico espressivo sulla fiaba ogni lunedì e mercoledì mattina, da febbraio a giugno, con i bambini della scuola primaria Cesare Battisti. 
I ragazzi diversamente abili fanno da capogruppo, si siedono uno per tavolone circondati da cinque o sei alunni e mostrano loro come colorare i disegni puzzle che andranno a comporre una grande illustrazione. Le immagini descrivono delle fiabe la cui trama resta segreta ai più piccoli fino all’incontro successivo, quando i ragazzi della Finestra raccontano la storia utilizzando le immagini come scenografia e riproducendo suoni e versi di animali per drammatizzare la narrazione.
Durante la settimana, tra un incontro e l’altro, i ragazzi della Finestra restaurano le grandi illustrazioni e si preparano per presentare la lettura animata ai loro piccoli alunni. “In due anni di attività i bambini si sono affezionati ai disabili, hanno le loro amicizie e preferenze nella composizione dei gruppi” spiega Sonia Garbin, educatrice che, con Valentina Calmieri e Laura Dalborgo, si occupa del percorso sulle fiabe.
Non è il primo progetto che La Finestra porta nelle scuole del comune. Dal 2003 la Battisti collabora stabilmente con la cooperativa: dall’anno scorso è iniziata la collaborazione con le attuali classi seconde, mentre con le quarte è stato realizzato un laboratorio sul teatro e la psicomotricità durante la prima parte dell’anno.
 “Non abbiamo avuto alcun problema a presentare ai genitori questo progetto all’interno della nostra attività didattica perché la Finestra è molto conosciuta sul territorio e apprezzata”, spiega Rosa Colangelo insegnante coordinatrice del progetto. “I bambini non sono in soggezione nei confronti dei disabili: hanno meno pregiudizi rispetto agli adulti. A volte fanno domande per capire, ma senza mai risultare molesti”. La maestra aggiunge poi un aneddoto: un giorno è stato un bambino a rispondere alle molte domande dei propri compagni spiegando con poche e semplici parole: “sono solo persone un po’ più sfortunate di noi”.
“I bambini ti vedono così come sei, non percepiscono il diverso, sono persone che nonostante i loro limiti vogliono relazionarsi con gli altri” spiega Maria Grazia Panigata della Finestra, anima e mente dei numerosi progetti che la cooperativa porta avanti in collaborazione con associazioni ed  enti del territorio. “L’integrazione, se condivisa, passa attraverso le scuole: occorre iniziare il prima possibile per poter abbattere i pregiudizi”.

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Pubblicato il 26 Marzo 2007
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