Scuole ecocompatibili: bene a Varese, ma non basta
La nostra provincia ottiene una 17esima posizione nella classifica di Legambiente. Ma la situazione rimane preoccupante
Le scuole varesine, dopo tutto, sono discretamente ecocompatibili. Sono cioè attente all’efficienza energetica, risparmiano risorse, sono costruite con logica sostenibile, sono sicure e, almeno, salubri. Questo è il giudizio che possiamo trarre dal dossier appena pubblicato da Legambiente in merito all’ecosistema scuola 2007, che presenta una graduatoria delle scuole più o meno verdi d’Italia. Varese si piazza in una discreta 17esima posizione, che lascia ben sperare.
Anche perché di esempi di eccellenza ecocompatibile, in provincia, ne abbiamo. Come la Don Milani di Induno Olona, recentemente passata al solare, o il comune di Gavirate, che con l’impianto di cogenerazione a gas metano distribuisce energia alle due scuole primarie e, in futuro, anche all’Isis Stein.
Nonostante la posizione numero 17 non sia negativa, in ogni caso, non è proprio il caso di rilassarsi e cantar vittoria. Prima di tutto, nella nostra regione, ci sono altre province in posizioni migliori: Bergamo (4° posizione), Milano (11°), Verbania (12°) e Brescia (14°). Sono invece in condizioni peggiori delle nostre Mantova (19), Cremona (22°), Lodi (28°) e Como (30°).
Consideriamo poi che, dal punto di vista dei punteggi, anche le province con i sistemi scolastici più verdi, hanno punteggi da sufficienza. La più brava, Prato, arriva al 70,45%, mentre proprio Varese, nonostante la sua posizione, arriva al 50,93%, una sorta di 6–.
Secondo Legambiente resta alta la percentuale delle scuole della nostra regione con urgente bisogno di interventi di manutenzione straordinari, mentre il 6% degli edifici risulta ancora costruito a meno di un km da aree industriali. Nonostante gli esempi eccellenti di cui abbiamo parlato poco fa, inoltre, è ancora inconsistente il numero di Istituti che hanno scelto di investire in energia rinnovabile come il solare, anche se i fondi statali e la natura planare che contraddistingue proprio le strutture scolastiche, le renderebbero un ottimo esempio di investimento intelligente. Senza pensare che, poi, proprio le scuole dovrebbero educare all’ambiente, e per farlo è necessario rappresentare un esempio di eccellenza a partire dalle stesse strutture. Per questo, secondo il gruppo impegnato nella difesa dell’ambiente, sevono investimenti per rendere più sicuri anche gli spazi intorno alla scuola, non la sola struttura di insegnamento.
Nel frattempo, proprio per promuovere la diffusione del rispetto dell’ambiente nelle scuole, Legambiente ha avviato in questi giorni la nona edizione del progetto “Nontiscordardimé – Operazione scuole pulite”. Questo significa che oggi, 23 marzo, molti studenti stanno vivendo una giornata decisamente particolare. Alunni che piantano fiori nei cortili della propria scuola e imbiancano le aule, insegnanti che mostrano come si fa un orto, genitori che aiutano i ragazzi a trasformare le loro aule in un ambiente accogliente: questo è Nontiscordardimé, un’esperienza che sta insegnando a ragazzi, e genitori, ad avere rispetto per la natura e per la cosa pubblica.
A Varese l’evento è stato già anticipato una settimana fa dalla scuola Settembrini di Velate,
dove gli alunni si sono trasformati in piccoli agricoltori, piantando
viole e gerani, mentre mamme e papà ridipingevano le pareti malmesse.
In questi giorni, invece, vivrà l’esperienza anche l’Itis Geymonat di Tradate, che dedicherà in particolare qualche ora per la cura e il mantenimento del parco in cui è collocato l’Istituto.
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