W la scuola, povera scuola

Gli interventi dopo la lettera di Giuseppe sulla situazione dei giovani

Caro Direttore,

Sono il Prof. Figuccio ed insegno presso la Scuola Secondaria di primo grado "G.Adamoli" di Besozzo dove da quattro anni sono responsabile del laboratorio di Giornalino. Vorrei ricordarle che l’inizio del suo articolo "La scuola tra bullismo, sederi e quaquaraqua" (Finalmente qualcuno si ribella) non è esatto perchè i ragazzi che componevano, nel primo quadrimestre, la redazione del nostro Giornalino "Adamolinews" già a Dicembre avevano scritto una lettera in merito. Lettera che è stata pubblicata sia sul vostro giornale che sulla "Prealpina". e che recitava così :

Non ci sono solo aspetti negativi nella scuola
Siamo ragazzi tra i dodici e i quattordici anni che frequentano settimanalmente il laboratorio di Giornalino della nostra scuola, cioè l’Istituto Comprensivo “Adamoli” di Besozzo (Va). Durante una discussione, in un pomeriggio del nostro laboratorio, abbiamo sentito il dovere di scrivere una lettera al Vostro Giornale perché non ne potevamo e non ne possiamo più di sentire solo ed unicamente notizie negative sulla scuola. I telegiornali e i giornali sono ultimamente pieni di avvenimenti spiacevoli riguardanti le scuole di ogni ordine e grado. Volevamo presentare la scuola per quelli che sono i suoi aspetti migliori, cioè testimoniare com’è veramente la scuola.

Nelle scuole non ci sono solo cose negative – come dicono quotidianamente giornali e telegiornali – come, ad esempio, il bullismo, ma fortunatamente ci sono anche cose positive come gli amici e le soddisfazioni scolastiche. In alcuni istituti vengono assegnati riconoscimenti a coloro che si impegnano per raggiungere dei buoni risultati e a coloro che li raggiungono. Negli istituti scolastici ci sono degli alunni che si sforzano per portare avanti l’onore della scuola di cui fanno parte.

Nelle scuole ci sono professori preparati che hanno a cuore i propri alunni, che sono disponibili anche verso chi ha più difficoltà e verso chi è diversamente abile.   Ci sono docenti che aiutano i ragazzi stranieri ad integrarsi totalmente con i loro compagni. Ci sono docenti che fanno in modo che   non ci siano episodi di violenza all’interno delle classi come quello avvenuto ai danni di un ragazzo diversamente abile a Torino. Ma soprattutto ci sono ragazzi come noi che non ne possono più di sentire solo cose negative. A noi piacerebbe sentir parlare anche delle cose positive che noi ragazzi facciamo quotidianamente con il nostro impegno e il nostro lavoro. La redazione del giornalino dell’istituto comprensivo “G. Adamoli” di Besozzo (VA).

Il profondo Nord, come dice, era arrivato prima e se era accorta pure la Senatrice Maria Pellegatta Vicepresidente della Commissione Istruzione del Senato rispondendo al nostro articolo con la lettera che qui di seguito riportiamo :

——————————————–

Egregia redazione,
sono una mamma e vivo più da vicino il mondo della scuola, essendo rappresentante del Consiglio d’Interclasse.
Dalla mia personale esperienza e dall’esperienza scolastica che sta vivendo mia figlia, mi ritengo veramente soddisfatta dell’istituzione scolastica in ogni suo aspetto, sia formativo/educativo, che soprattutto del corpo docente molto competente e professionale.
Sono fermamente convinta che la professione dell’insegnante, molto spesso criticata e non valorizzata , ancor prima che un lavoro sia una vera e propria vocazione .
Credo inoltre che non si possa e non si debba delegare come genitori, la responsabilità e l’educazione dei propri figli alla scuola, ma che essa debba rappresentare un completamento dell’opera educativa compiuta dalla "Famiglia". 
Ogni genitore deve sempre ricordare che lo specchio dell’educazione e del comportamento dei figli, deriva in primis dall’insegnamento ricevuto in "Famiglia".
Grazie per l’attenzione.
Alessandra – Lonate Pozzolo

 ——————————————

Egregi redattori

Buongiorno.
Sono una mamma di due ragazzi di 11 e 7 anni e finalmente sono felice di leggere sulle pagine di un giornale e su un sito internet che il mondo non è solo ed esattamente così come ce lo stanno dipingendo in questi ultimi tempi.

Felice di sapere che non esistono solo ragazzi che credono che la vita si esaurisca in uno spettacolo televisivo, in un successo effimero, che esisteno insegnanti per le quali i bambini sono delle persone alle quali dare conoscenza ed educazione, che non stanno nella scuola per arrivare a fine mese a portare a casa uno stipendio.

Una voce che va contro il coro unanime che spesso si eleva, ma che molti vedo, condividono.

Marinella

—————————————-

 Egregio Direttore,

Sono il Presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo "B.Passerini" di Induno Olona.
Ho molto apprezzato il Suo editoriale e ho anche apprezzato l’intervento delle maestre che si sono "ribellate" a quanto detto in televisione dalla giornalista Barbara Palombelli.
E’ proprio vero che la nostra Scuola non e’ fatta solo di questo.
Certo non bisogna mettere le fette di salame sugli occhi e dire che tutto va bene. Non bisogna nascondere che episodi di bullismo esistono e che, nella massa, ci sono anche insegnanti non degni dell’importante ruolo che ricoprono.

Ma bisogna anche e soprattutto dire a gran voce, che la stragrande maggioranza degli alunni vengono a Scuola per imparare e che la stragrande maggioranza degli insegnanti vive questa professione come "vocazione", mettendo a disposizione degli alunni tutta la professionalita’ e tutto l’amore che serve per trasferire loro le conoscenze delle materie che insegnano.

L’esperienza che sto vivendo nella Scuola della quale sono Presidente del Consiglio di Istituto, mi fa capire che molti luoghi comuni sugli insegnanti sono veramente "fuori posto". Ho spesso l’occasione di sentire Professori e Maestre che parlano degli alunni come fossero loro figli.

E’ questa la Scuola che vogliamo e la Scuola nella quale noi genitori crediamo debbano crescere i nostri figli, sicuri che poche "mele marce" non possono intaccare tutto il resto del cesto.

Maurizio Tortosa, Presidente Consiglio Istituto “B.Passerini – Induno Olona”

—————————————————–

Sono certo che le mele marce della scuola italiana non  intaccano in modo significativo tutto quanto c’è di  buono ma il problema è come gestire al meglio queste mele marce.
Come genitore, mi preoccupano si le mele marce sul fronte studenti, ma mi preoccupano ancora di più quelle tra gli insegnanti. Nella scuola pubblica italiana c’è ancora una forte tolleranza circa il corpo decente per fenomeni di incompetenza vera e propria e incapacità di gestire un’attività educativa, per non parlare di espressione di caratterialità estreme che sarebbero da censurare in qualunque ambiente della società civile, figuriamoci in una scuola.

Ogni scuola paga dazio e francamente non capisco perchè si debba continuare a subire un danno che è dannoper tutta la comunità.Perchè mai tollerare che interi corsi annuali siano solo

degli scatoloni riempiti di nulla? Nei casi che ho vissuto e vivo tuttora come genitore, fortunatamente tutto si concentra sulle cosiddette materie minori che spesso assurgono a una funzione di vera e propria assistenza sociale per l’insegnante. Possibile che il sistema scuola non riesca ad assistere in altro modo, se proprio deve ?

Ambrogio Biotti Castronno

————————————

 

"Alla redazione di Adamolinews

Cari ragazzi, ho letto la vostra lettera pubblica sul bullismo; condivido l’invito che rivolgete, soprattutto agli organi di informazione: nella scuola ci sono tante attività positive di cui si parla poco.
Voi ponete in rilievo quelle della vostra scuola : l’attività di giornalismo, l’integrazione dei ragazzi immigrati, le “normali” attività scolastiche che permettono di istruire e di crescere insieme.
Certo i fenomeni di violenza che sono avvenuti in questi giorni fanno riflettere; non è vero, e lo dimostrano i dati, che la vostra generazione sia più violenta di altre. Esiste però un problema, quello dell’educazione alla legalità. A mio parere occorre insegnare la Costituzione della Repubblica; questo testo afferma che la scuola pubblica è di tutti e di ciascuno di noi, fonda la convivenza sui principi dell’uguaglianza, afferma che la scuola deve contribuire a rimuovere le situazioni che rendono difficile l’apprendimento e premiare i capaci e meritevoli.

D’altra parte chi ha scritto la Costituzione aveva ben chiaro che cosa voleva dire guerra e dittatura perché si era battuto per la pace e per liberare l’Italia dal nazifascismo.

Voglio informarvi che, insieme ad altri parlamentari dell’Unione, ho presentato una proposta di legge per l’insegnamento della Costituzione in tutte le scuole.

Auguri e tanti saluti a voi e ai vostri insegnanti.
Maria Pellegatta
Vicepresidente della Commissione Istruzione del Senato

Varese, 8 dicembre 2006”

I dibattiti sono importanti, ma quello che occorre oggi alla scuola e soprattutto a chi vive dentro la Scuola (insegnanti, alunni, dirigenti e personale ata) sono i fatti concreti, le certezze legislative e in primis gli esempi. I miei insegnanti mi hanno sempre detto che un esempio vale più di mille parole.

Grazie per l’attenzione

 

Figuccio Giovanni Massimo

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 09 Marzo 2007
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.