Entrambi i figli in coma, in due cliniche diverse
Una donna di 65 anni chiede il ricongiungimento in un’unica struttura, ma la ferma la burocrazia. Colpiti da una malattia ancora sconosciuta simile all’Alzheimer
Due figli in coma. Da sola. Ogni giorno 50 chilometri per correre in due cliniche diverse, a Cittiglio e ad Appiano Gentile, dove sono ricoverati i suoi “ragazzi”. È la vita di una donna tradatese, pensionata di 65 anni, che da anni convive con la tragedia di avere entrambi i figli, il più grande 42enne e la sorella di 36, colpiti da una malattia che li ha portati a vivere in uno stato vegetativo. Si tratta di un morbo di carattere degenerativo, simile all’Alzheimer, al quale però la scienza non ha ancora trovato spiegazioni.
Ora la madre, dopo un peggioramento delle condizioni del figlio maggiore, che fino al 2001 lavorava come gommista a Tradate, ha chiesto di poter riunire i figli in una sola casa di riposo, per stare loro più vicina. Purtroppo però la burocrazia non glielo permette e la donna ha chiesto l’intervento dei Servizi sociali del comune di Tradate. «Abbiamo scritto all’Asl di Como e Varese e alle strutture per chiedere il ricovero di entrambi in una casa di riposo di Appiano Gentile. Ma abbiamo dovuto chiedere una deroga all’Asl perché i due fratelli non sono classificati come anziani, né come malati di Alzheimer».
«Chiedo solo di poter accudire i miei figli con più attenzione – racconta la madre -. Vorrei che morissero prima di me, così potrei mantenere vivo il loro ricordo». Ora si attendono le riposte degli enti interpellati dal Comune di Tradate e sembra che, per fortuna, non ci siano problemi ad ottenere il ricongiungimento dei due fratelli. Ma la risposta definitiva della burocrazia non è ancora arrivata.
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