Batte ancora il mio vecchio cuore rossonero
Il mio vecchio cuore rossonero qualche battito in più del normale lo ha scandito, ma anche quando il Liverpool sembrava molto bene calato nella partita mai la certezza della vittoria mi ha abbandonato. Eppure a battersi era il Milan da Champions meno forte che avessi mai visto dal suo primo successo europeo, nel 1963 a Wembley.
Alla fine mentre il mio popolo festeggiava ad Atene, Milano e anche a Varese, non ho esultato, ma ho pensato all’anno orribile del clan rossonero, del calcio italiano e della stampa nazionale che per mesi e mesi ha processato tutti senza mai guardarsi allo specchio.
Il Milan era finito in Calciopoli per scelte avventate che hanno dato luogo a responsabilità non macroscopiche e tuttavia incompatibili con l’assoluta correttezza e il codice sportivo. Quando la Pallacanestro Ignis Varese si affacciò al palcoscenico europeo scelse come suo ambasciatore il più grande ex arbitro del tempo: Luigi Cicoria, un personaggio credibile, da sempre un autorevole campione di correttezza.
Galliani, braccio destro di Berlusconi, si è affidato all’oscuro Meani che qualche volta è andato sopra le righe con risibili trame. Sarebbero finiti al Milan gli ultimi due scudetti “vinti” dalla Juve di Moggi: Galliani ha una precisa responsabilità politica per l’autonomia che il suo collaboratore si era concessa.
Il calcio italiano negli ultimi venti anni ha calpestato le regole che si è dato. Non solo le sentenze relative alle ultime gravi vicende, ma anche quelle per i passaporti falsi non hanno visto correttamente in azione gli organi della giustizia sportiva: se è vero quanto mi ha assicurato un dirigente che conosce le cosiddette carte federali, ci sarebbe dovuta essere retrocessione per Juve ( in serie C2), Fiorentina, Lazio, Milan, Inter e Roma.
E’ stato un anno di risse, veleni e pugnalate che hanno coinvolto oltre misura buona parte dei mezzi di comunicazione che spesso si sono schierati, in ragione del tifo o degli interessi dei proprietari delle varie testate. Per esempio a Milano è stata fatta quasi una battaglia a favore della Fiorentina e si è massacrato il Milan, per colpire Berlusconi. Le televisioni locali hanno visto opinionisti preparati affrontare il rischio di crisi ipertensive per contrastare colleghi da sempre noti come poco credibili urlatori.
Le buone risposte, la speranza, sono venute solo dal calcio giocato con gli azzurri campioni del mondo e con la coppa vinta dal Milan.
Due successi che dovrebbero imporre stile e scelte diversi a chi sino a oggi nei fatti ha impedito a tutto il mondo del pallone di ritrovare serenità e autentica cultura sportiva.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.