Daniele Galimberti: “La Provincia ha trascurato i piccoli comuni”

Iniziamo oggi a pubblicare le interviste ai candidati per le provinciali comasche. Ecco le risposte del candidato del Polo Civico di Centro

Quest’anno VareseNews ha deciso di dedicare attenzione anche alle elezioni provinciali comasche. Questa decisione deriva ovviamente dalla necessità di dare uno sguardo più ampio alle prospettive dell’area insubrica. Abbiamo così rivolto alcune domande simili a tutti i cinque candidati alla presidenza. Oggi iniziamo con Daniele Galimberti, del Polo Civico di Centro. Nelle prossime giornate ci dedicheremo agli altri politici.

Nato a Como il 2 luglio 1953, Daniele Galimberti è sposato con due figli. Fino a sei mesi fa è stato un dirigente di Finmeccanica, ora ha preso un periodo di aspettativa per fare il candidato a tempo pieno. Nel 1993, attraverso una lista civica, è stato sindaco di Veleso, carica per la quale è stato rieletto una seconda volta nel 1997. Nel 1993 è stato nominato Consigliere, poi Capogruppo di maggioranza e Vicepresidente dell’Assemblea della Comunità Montana del Triangolo Lariano di Canzo. Successivamente è stato eletto Consigliere Provinciale nelle fila del movimento dei Cattolici Liberali nel 1995, ricoprendo gli incarichi di Commissario sia nella Commissione Trasporti, Grande Viabilità e Programmazione del Territorio, sia nella Commissione Statuto e Regolamenti. Infine lo troviamo candidato alla Camera dei Deputati nel Collegio 10 (Erba) per Democrazia Europea, nel 2001.

Sulla scorta di questa lunga esperienza amministrativa, Galimberti ha pensato di creare un network di liste civiche comunali e provinciali, e quindi si è candidato a queste elezioni per il Polo Civico di Centro, esistente anche a Varese. Parlando della sua lista ci tiene a precisare il significato del nome: «Civico perché assomma le forze civili, e di centro perché mette al centro la persona».

Ma cosa pensa dell’attuale amministrazione Daniele Galimberti, quali sono stati i pregi e quali i difetti? «Attualmente la provincia è amministrata dalla CdL che è stata in grado di ottenere la gestione della ex statale lariana, di questa ne riconosco la innovata manutenzione. Critico però la lontananza dai piccoli comuni, dalle realtà concrete e piccole».

Quindi come intende rispondere a questa carenza? «Nel nostro programma ho imposto un progetto di provincia desideroso di una piena autonomia dalla Regione, con potestà legislativa e autonomia finanziaria. In attesa di questo grande risultato, ci sono sei punti intermedi da raggiungere. Nel formularli ho chiuso gli occhi ed immaginato la mia provincia tra 20 o 30 anni».

E cosa ha visto? «Ho visto diverse priorità. La prima consiste nella realizzazione di una rete di infrastrutture informatiche per collegare in una rete provinciale sia gli Enti pubblici, sia le aziende, sia i privati cittadini. Penso poi a pianificare e dare vita ad un nuovo concetto di infrastrutture viabilistiche, punto nevralgico delle comunicazioni di merci e persone, fatto di integrazione fra territorio e tecnologie. Sarà poi importante concepire ed organizzare l’Ente Provincia come centro di programmazione e coordinamento a supporto delle iniziative e dei bisogni dei piccoli comuni. Quindi voglio attuare un piano d’interventi a supporto degli Enti preposti alla sicurezza sociale ed introdurre iniziative specifiche incentivanti la riduzione della pressione fiscale comunale e regionale. Dovrà seguire la soppressione degli Enti partecipati o inutili, riconducendo in seno al Consiglio la responsabilità e la gestione della materia trattata. Tutto per ridare dignità alle istanze dei cittadini, quotidianamente ignorate».

Quale crede sia l’emergenza più evidente da affrontare a Como? «In questo momento è necessario dare il pieno supporto agli enti per la sicurezza sociale, un problema importante della nostra area».

Come crede debba svilupparsi il rapporto tra Como e le altre province dell’Insubria, come Varese? «Innanzitutto sarà necessario sviluppare il dialogo, per far nascere un progetto comune con elementi di congregazione non solo per l’Università ma anche per l’economia. Dobbiamo mettere da parte il provincialismo e mettere al tavolo persone che vogliono collaborare, anche lanciando finanziamenti interprovinciali per far crescere le occasioni di scambio».

La pubblicazione delle interviste proseguirà nei prossimi giorni, a intervalli regolari. Intanto, per conoscere in ogni dettaglio liste e candidati di Como, vi rimandiamo al nostro speciale elezioni.

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Pubblicato il 18 Maggio 2007
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