Ecco gli “zero assoluto”, quelli che non li vota nessuno
Tante liste hanno candidati ingorati dal popolo e anche da loro stessi
Ecco quelli che gli piace lo zero, non i sorcini del famoso Renato, ma i candidati fantasma, quelli che non li vota nessuno, manco loro stessi e i loro parenti. In lista per fare numero, spesso catapultati da altri paesi, non hanno paura delle figuracce, pur di servire la causa.
Grande successo degli zero assoluto a Cassano Magnago. Il comune dove due sindaci verde padano si sfidano per il ballottaggio, Morniroli e l’ex Uslenghi, non ama il verde dei Verdi. 10 candidati in lista non beccano lo straccio di un voto, ma c’è un motivo. Sono per la maggior parte di fuori Cassano, e non possono contare sull’appoggio dei parenti.
Tra i Verdi affonda nello zero anche un big come Maria Dolores Sessa, ex consigliere provinciale transfuga da Di Pietro.
Risultato così così anche della lista “Il Salvagente”, che di zeri ne ha almeno 7, e i Comunisti italiani con 8 non votati, 6 per il Nuovo Psi, e via dicendo.
A Malnate, il paese di Max Ferrari, il suo Fronte indipendentista Lombardia fa un bagno di zeri, con 13 candidati letteralmente ignorati dal popolo e da loro stessi, uno scivolamento nell’indifferenza.
A Tradate l’ambiziosissimo progetto del “Polo civico di centro”, il partito che punta al futuro e che vuole scardinare questo bipolarismo che non piace più alla gente, ottiene un voto solo tra le preferenze e tanti tanti zeri. Onore quindi a Francesco Pascale, l’unico che si è votato in quella lista. Ha fatto meglio solo Alleanza Lombarda, tipico marchio dop della zona che una volta portava a casa senza muoversi una discreta messe di voti sbagliati, ma che mette sempre in lista le stesse persone del bresciano.
Sempre a Tradate, va però segnalato che ha fatto meglio di molti altri Vasco Paride Bruttomesso, 103 anni e una campagna elettorale condotta con orgoglio tra le stanze colorate della casa di riposo Molina di Varese. Ha preso 5 voti di preferenza, tutti dedicati, supponiamo, alla sua partecipazione straordinaria alla marcia su Roma. E ha battuto i 9 colleghi della lista Fiamma Tricolore che non si è filato nessuno.
C’è stata più solidarietà nella lista “Laico socialista”, dove ogni candidato ha preso un numero di voti più o meno corrispondente al nucleo familiare, 1 voto i single, 2 i coniugati, 4 quelli con figli.
E veniamo al Nord del Nord, le nostre valli, dove Movimento Libero, la lista civica che vuole dare schiaffi alla partitocrazia, a Brissago ha preso solo 2 voti di preferenza.
Ma sono ancora una volta liste che scontano la presenza di candidati esterni, come è evidente anche per gli ultradestri di Forza Nuova a Pino sul Lago Maggiore, dove il candidato sindaco è stato votato dai 10 amici, ma in lista nessuno ha preso nemmeno un voto.
A Sumirago, una sfilza di zeri in lista incorona la prestazione del “Polo Civico di centro”, partito che punta sul radicamento locale.
A Besozzo, invece, un voto se lo sono dato tutti, tranne Giuseppe Lioi del “Polo civico di centro”, che non è chiaro se sia andato a votare o meno.
Stesso fenomeno a Cardano: hanno presi tutti almeno un voto, tranne Antonino Rò del “Polo civico di centro”.
A Gerenzano, il nobile record degli zero in lista spetta a 5 candidati della lista “Per il granducato Gerenzano”. Sarà per la prossima volta
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