Il bilancio sociale entra nella scuola
Presentato al pubblico all'istituto comprensivo di Comerio il bilancio. Un modo innovativo per aprirsi al territorio e costruire insieme il percorso educativo
La scuola pubblica soffre. Per la mancanza di risorse, per la carenza di personale, per le difficoltà di comunicazione.
Si parla di gang, di bullismo, di violenze. Per ribaltare l’immagine offuscata di questo mondo sotto accusa, il Ministro Giuseppe Fioroni ha invitato tutti gli istituti a presentare il proprio lavoro nell’ambito del progetto "La scuola siamo noi":
Anche l’istituto comprensivo di Comerio, che raggruppa le primarie di Luvinate, Casciago, Morosolo e Comerio, oltre alle secondaria di primo grado, ha voluto aprirsi al territorio con un’iniziativa innovativa: il bilancio sociale: «Quello che presentiamo – ha spiegato il dirigente Antonio Antonellis – ha la funzione di descrivere il più analiticamente possibile le ragioni per cui si sostengono o si sono sostenuti determinati costi, le strategie formulate, i processi operativi adottati, i risultati prodotti e gli effetti determinati dalla nostra attività. Con la presentazione del Bilancio Sociale muoviamo dalla preoccupazione di ricostruire una legittimazione pubblica della scuola, decaduta nella pubblica opinione, ponendo rimedio: ad un deficit di trasparenza dell’azione e dei risultati della scuola che non consente ai cittadini di valutarne le prestazioni rispetto alla missione fondamentale; ad un deficit di comunicazione; ad un deficit di misurazione dei risultati».
«Si tratta di uno strumento molto comune nell’industria privata che sta prendendo piede anche a livello di enti locali – ha commentato il dirigente – L’obiettivo è quello di presentare a tutti i soggetti interessati come stiamo lavorando, con quali finanze e scopi. Abbiamo presentato il bilancio alle diverse realtà, ottenendo molti commenti favorevoli».
Il mondo della scuola è considerato "scontato", eppure risulta oscuro anche a chi abitualmente la frequenta: « Abbiamo spiegato in modo trasparente quali entrate abbiamo, come vengono impiegate ( le attività ordinarie, i progetti , i collegamenti informativi, il sostegno, ecc), con quali finalità. Nel nostro istituto, per esempio, il 41,6% della spesa è coperto dai finanziamenti statali, il 15,52 dagli enti locali, il 16,44 dai contributi privati».
La diversificazione delle spese è importante soprattutto alla luce dei risultati finali: «Il nostro obiettivo è quello di capire se gli investimenti attuati contribuiscono a migliorare il rendimento degli alunni. Se a fine anno la percentuale dei promossi sarà in crescita, vorrà dire che il modello educativo adottato ha colto nel segno»
Oltre al conto economico, però, nella presentazione ha ottenuto molto spazio la spiegazione della fisionomia dell’istituto: gli alunni della primaria sono 431mentre la secondaria ha 278 studenti. Il corpo docente è formato per il 78% da insegnanti titolari, mentre il restante ha contratto annuale: « Presentare così dettagliatamente il nostro impegno vuol dire chiarire agli interlocutori ( genitori, cittadini, enti locali) il nostro ruolo nel contratto formativo che sottoscriviamo per ciascuno degli alunni. Se, in base a tutte le informazioni, qualcuno volesse intervenire portando un proprio contributo, troverà la porta aperta».
Con il primo anno di "bilancio sociale" il preside Antonellis ha posto le basi di un colloquio continuo e sinergico con il territorio: «Attualmente, la nostra capacità di spesa si aggira attorno all’82% ma l’obiettivo è quello di arrivare al 90%. Più riusciremo ad impiegare risorse, più offerte avremo per migliorare la nostra funzione di educatori. Il costo medio per alunno all’anno è di 4656 euro, per ogni progetto si spende, in media, 70 euro ad lunno, mentre il costo medio complessivo del progetto è di 952 euro».
Aprirsi al territorio in modo trasparente: questo è il disegno del preside Antonellis che vuole abbandonare l’autoreferenzialità di un mondo che ha sempre più bisogno di rapportarsi con la realtà in cui opera, per cercare aiuti, ma anche idee. Nel segno della migliore educazione.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.