Il lavoratore “maturo”, una risorsa da valorizzare

Italia Lavoro commissiona a Liuc una ricerca per valorizzare i lavoratori con maggiore esperienza. In Italia solo il 30% dei lavoratori tra i 50 e i 64 anni è occupato

Nel nostro paese, solo il 30% delle persone tra i 50 e i 64 anni lavora. Una percentuale che ci colloca all’ultimo posto delle classifiche dei paesi più evoluti. La situazione trova la spiegazione nella stessa cultura lavorativa italiana: sino a un decennio fa, un dipendente, entrato nel sistema produttivo prima dei vent’anni, aveva diritto al riposo dopo aver lavorato per almeno 35 anni.

Quello che, fino a dieci anni fa, veniva considerata una ricompensa, oggi, con la crisi economica, è ritenuta un’opportunità per alleggerire i costi di impresa, tagliando i lavoratori più anziani e meglio retribuiti.

I ricercatori dovranno individuare politiche che riescano a bilanciare le esigenze delle imprese, più attirate dall’energia e dalla freschezza di idee dei giovani, con quelle della società civile che non può sostenere i costi dell’espulsione di persone che, visto l’innalzamento della vita media, avrebbero ancora tanto da dare in termini di produttività.
La ricerca dovrà analizzare l’organizzazione aziendale, la psicologia e l’economia del lavoro, per ideare nuovi modelli di coinvolgimento soprattutto per figure a più elevata professionalizzazione: « Un tempo, quando si entrava in azienda – ricorda il professor Strada, docente della Liuc – il capo del personale era categorico: “Ti dico io quello che devi fare”. Oggi si dovrebbe ribaltare l’ottica: chi entra in azienda deve portare il suo bagaglio, arricchire con le proprie idee l’organizzazione, impostando la sua crescita professionale per il bene dell’intera organizzazione ma anche per il proprio. Così facendo, il lavoratore diventerebbe imprenditore di sé stesso, più interessato alla carriera e al suo ruolo lavorativo».
Un problema culturale, quindi, che richiederà tempo e impegno. L’accordo sottoscritto in Fiat che prevede il pensionamento dei dipendenti ultracinquantenni dovrà diventare inaccettabile.
Così prevede l’agenda europea di Lisbona ( che indica nel 50% la forza lavoro over 50) così converebbe ad un sistema pensionistico ormai in grande affanno, vista la crescita demografica che il nostro paese registra da anni

«Abbiamo incaricato Liuc – spiega Presidente di Italia Lavoro Marco Sartori – perché è una realtà accademica che insiste in un territorio molto ricco di esperienze imprenditoriali. Si tratta di un tessuto formato da piccole e medie imprese che hanno sopportato direttamente i pesanti riflessi della recente crisi economica».

Espellere i dipendenti “senior”, con il loro bagaglio di conoscenze e di esperienze, è, oggettivamente, come uno spreco che il sistema paese non si può permettere.
Individuare politiche nuove di valorizzazione dei “lavoratori maturi”  è diventata un’esigenza pressante. In questo senso si colloca la decisione di Italia Lavoro (Agenzia del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero della Solidarietà sociale per le politiche del lavoro, dell’occupazione e dell’inclusione sociale) di commissionare all’università Liuc una ricerca per studiare le politiche di valorizzazione dei lavoratori over 50 messe a punto dagli altri paesi e per evidenziare le possibili applicazioni nel nostro sistema.

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Pubblicato il 04 Maggio 2007
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