«L’istruzione è fondamentale per la crescita»
La senatrice del Pdci Pellegatta sottolinea l'importanza di elevare l'obbligo formativo e di dare ai ragazzi i fondamenti scientifici utili nella vita
Riceviamo e pubblichiamo
Dal 19 al 24 maggio il Ministero della Pubblica Istruzione ha indetto una settimana nazionale per la promozione della formazione scientifica e tecnologica.
Numerose e qualificate iniziative sono programmate nella nostra regione nelle scuole della nostra provincia.
Dopo l’elevamento dell’obbligo scolastico, in coerenza con il programma di governo dell’Unione, si puo’ voltare pagina nel settore dell’istruzione tecnica.
Questo settore ha accompagnato lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese, ma ITIS e IPSIA sono stati mortificati da tanti anni di precarietà fino al punto che se fosse passata la riforma Moratti essi sarebbero stati regionalizzati e privatizzati. Sarebbe stato un guaio per i giovani e per la scuola in particolare in Lombardia dove ancora oggi Formigoni si oppone all’obbligo di istruzione ed ha predisposto una proposta di legge perhè i ragazzi assolvano l’obbligo scolastico anche a "bottega". Nonostante la fine infausta del modello del Nordest, , ancora si vuole una manodopera "usa e getta" , precarizzata, con scarso potere contrattuale, funzionale a un modello di sviluppo ( o sottosviluppo) che punta tutto sui bassi costi del lavoro. Un guaio dunque per le stesse imprese e per l’economia.
Oggi le cose sono cambiate: con l’art. 13 del Decreto sulle liberalizzazioni il Parlamento ha detto una parola chiara: la competenza dell’istruzione tecnica e professionale appartiene allo Stato.
Nel programma dell’Unione si afferma l’importanza fondamentale per la crescita della formazione scientifica e tecnica.
Perché questa opera possa avere successo occorre perseguire con determinazione l’innalzamento generale delle competenze e della cultura ( come è stato con la scuola media unica del 1962), superare la scelta precoce a 13 anni, investire risorse umane, professionali e finanziarie nella scuola , nella formazione ricerca.
La scuola italiana si è avviata su questa strada innovativa.
Non è solo compito della scuola , della società: la cultura tecnologica , le esperienze di scuola e lavoro , la congiunzione del sapere e del saper fare devono diventare patrimonio di tutti gli ordini di scuola.
Gli esperti di pedagogia e i docenti sono chiamasti a una grande opera di rinnovamento.
Il lavoro, secondo il principio della stessa Costituzione, è alla base della nostra democrazia, ma negli anni piu’ recenti, e ancora oggi, altri sono stati i modelli che si sono proposti ai giovani ( il consumismo, l’arricchimento facile) determinando frustrazioni di fronte a realtà ben piu’ amare e spesso fatte di sfruttamento e cattivi salari.
La settimana della cultura scientifica e tecnologica è dunque un segnale positivo di una inversione che deve avvenire con il concorso della scuola e del mondo del lavoro.
Esprimo la convinzione che le qualificate iniziative delle scuole abbiano il successo che merita l’importanza dell’obiettivo proposto e il lavoro compiuto.
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