La scuola serale non muore, si trasforma

Gli studenti serali dell'Itc Daverio denunciano «Vogliono chiudere il corso». La replica del preside: «Stiamo lavorando per innovare. Nessuno rimarrà senza corso»

Mettersi a studiare quando si ha una famiglia e un lavoro non è semplice. Ma è necessario. I sacrifici di cinque anni pesano, ma si affrontano per ottenere quel diploma ormai indispensabile quasi ovunque nel mondo del lavoro.
Per questo Paola ha deciso di iscriversi al corso Sirio dell’Itc Daverio di Varese, ( dal lunedì al venerdì dalle 18.15 alle 22.50)un’offerta storica sul territorio, l’unica pubblica per tutto l’alto varesotto.

Alla fine del secondo anno, però, a lei e ai suoi compagni è giunta voce che il prossimo anno quel corso non proseguirà: i docenti hanno chiesto, e ottenuto, il trasferimento mentre in segreteria i numeri degli iscritti rimangono "bassini".
La situazione economica del paese, si sa, non è fiorente e la legge Finanziaria ha gettato la sua scure anche nel comparto istruzione dove vigono regole ferree per ridurre le cattedre.

Il punto, però, che rimane aperto è il futuro della scuola serale, l’unica possibilità di assolvere il diritto allo studio garantito dalla Costituzione. I  numeri sono scarni, ma sono pur sempre numeri.

La rivolta del Daverio ha acceso i riflettori su un settore che ha indubbiamente bisogno di restyling senza, però, far venir meno l’offerta formativa, invocata anche a Lisbona.

«La Finanziaria – spiega il dirigente del Daverio Antonio Micalizzi – ha previsto una rivisitazione del settore serale, con la creazione di un centro che avrà autonomia organizzativa, didatica e amministrativa. Qui confluiranno i corsi serali e i Centri territoriali permanenti. Dovrebbe essere imminente un decreto che dia direttive precise».

Senza attendere il decreto,  livello sperimentale, il Daverio, di concerto con l’Ufficio Provinciale Scolastico, già lo scorso anno ha cercato di superare le rigidità del sistema proponendo corsi flessibili: « Quando nel  settembre scorso ci accorgemmo che i corsi serali di geometra e di ipsia non avevano raggiunto il numero sufficiente – ricorda Micalizzi – organizzammo un monoennio flessibile per tutti gli iscritti, costruito con formule personalizzate di istruzione. Moduli che gli iscritti potevano gestire ottenendo crediti o certificazioni spendibili nel mercato del lavoro. Gli studenti sono riusciti a preparare due anni in uno proprio grazie alla formula che riconosce le esperienze e le conoscenze personali».

Con la formula dei corsi flessibili, il Daverio è certo di poter proseguire il suo ruolo formativo serale: « Il problema si ripresenta sempre di questi tempi e incide sull’organico di diritto. Poi, quando si hanno anche i risultati dei corsi diurni, di solito le iscrizioni serali aumentano e l’organizzazione si imposta con "l’organico di fatto". Stiamo lavorando così anche quest’anno: le iscrizioni non chiudono mai ufficialmente. Certo, i corsi storici dovranno cambiare fisionomia, ma dall’esperienza di rete scolastica usciranno sempre soluzioni alternative per dare un’istruzione a tutti».

Anche per i ragazzi del Sirio, dunque,  che hanno deciso comunque di sfilare sabato mattina, 26 maggio, dalle ferrovie al Daverio. Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio….

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Pubblicato il 22 Maggio 2007
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