Scuola delle mamme, speriamo continui
Mercoledì 30 maggio la preside Carmela Locatelli ha consegnato gli attestati alle mamme straniere che hanno partecipato al progetto provinciale “La scuola delle mamme”
Mamme straniere, docenti, dirigenti scolastici, referenti intercultura, esperti sanitari e autorità in festa stamattina, mercoledì 30 maggio, presso le scuole medie Ponti di Gallarate, dove la preside Carmela Locatelli ha consegnato gli attestati alle mamme straniere de “La scuola delle mamme”, un progetto provinciale che ha visto un’ottantina di donne di tutto il mondo frequentare incontri di alfabetizzazione ed intercultura da ottobre a maggio. Arrivate nei loro vestiti multicolore e accompagnate anche dai bambini, le mamme greche, cinesi, pachistane, iraniane e marocchine sono state contente di questo momento di festa che ha chiuso un progetto importante per loro. Commenta la dirigente scolastica Locatelli: «Oggi concludiamo un percorso breve, ma fondamentale che ha costituito sia l’introduzione alla lingua italiana, sia l’introduzione agli usi e ai costumi del nostro paese- continua la Locatelli – In qualità di dirigente scolastica, è estremamente importante: grazie a questi passi è più facile stabilire rapporti tra le famiglie e la scuola e le istituzioni italiane. Mi auguro davvero che possa proseguire». Contenta dell’esperimento è anche Rossella Dimaggio, del C.s.a. di Varese, che ha portato alle mamme e alla Rete Gallaratese Intercultura i complimenti del provveditore. L’adesione delle mamme è stata significativa, ma positivo è soprattutto il successo dell’iniziativa. «Prima non sapevo a che uffici dovevo rivolgermi, aspettavo sempre mio figlio perché mi facesse da interprete- spiega una mamma cinese- Dopo questi incontri, invece, mi sento più tranquilla. Ora so a chi chiedere in ospedale». «Io ora so cosa deve portare mia figlia in piscina» aggiunge un’altra mamma africana che deve scappare via perché l’aspetta il lavoro. Al di là della lingua, primo passo verso l’integrazione, infatti, l’esperimento è servito soprattutto per orientare queste donne spaesate in un paese che non è il loro. “La scuola delle mamme” è servita soprattutto a questo: iniziare a far conoscere l’Italia e le sue abitudini, scontate per le mamme italiane. Come sottolinea in un italiano perfetto Valentina Ameta, della cooperativa sociale Onlus “Mediazione e integrazione”: «Con questo progetto abbiamo pensato di offrire uno strumento importante alle donne: conoscere la lingua e le regole del nuovo paese per capire meglio la vita dei nostri figli. Anche io sono straniera. Questa è la strada giusta verso l’integrazione nel rispetto delle differenze». Con la scuola, le donne si sono sentite rincuorate grazie anche alla presenza delle mediatrici, che hanno vissuto il loro stesso percorso, arrivando a lavorare in Italia e a parlare bene la nostra lingua. Durante la festa, seguita da un rinfresco, le mamme hanno ricevuto anche una rosa di carta, fatta dai loro mariti e dai loro figli presso il centro EDA. Un gesto significativo da parte dei mariti che hanno riconosciuto l’importanza della scuola per le mogli, uscite di casa per imparare un pezzetto in più del nuovo mondo e per socializzare. Insomma, un bilancio altamente positivo che ha chiuso questa esperienza, iniziata “per scommessa”, come ricorda la docente Maria Rosa Piscinelli, ma che si è rivelata più importante e più utile del previsto, nella speranza che il progetto continui l’anno prossimo, magari su temi richiesti dalle stesse mamme.
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