“Viale Lombardia esempio della superficialità della giunta”

I partiti dell'Ulivo gallaratese attaccano l'amministrazione comunale criticando l'approvazione dei lavori per il nuovo centro commerciale

Riceviamo e pubblichiamo 

L’ inaugurazione del centro commerciale nell’ area ex Borgomaneri (75 negozi e un supermercato) conferma l’atteggiamento superficiale della Giunta comunale, sia per quanto riguarda la valutazione dell’impatto ambientale e viabilistico sia per quanto riguarda un metodo, quantomeno disinvolto nelle pratiche autorizzative.

Il nuovo enorme insediamento,approvato in origine senza alcuna attenzione alle reali necessità della città e senza considerare un opportuno ridimensionamento, è sotto gli occhi di tutti con ancora aperte una questione di merito ed una di metodo.  

Per quanto riguarda la questione di merito Il risultato è evidente: una prospettiva urbana devastata, due quartieri separati, un viale alberato disertificato, un pericoloso ridotto spartitraffico senza soluzione di continuità lungo le vie Vespucci e Lombardia, la viabilità del quartiere Sciarè verso l’esterno compromessa, i marciapiedi ridotti, parcheggi a raso scomparsi. Il tutto in prossimità di un altro supermercato,dell’ufficio postale centrale e del sempre più intasato largo Buffoni,in attesa che vada a regime abitativo e funzionale il vicino palazzo di 15 piani, nonché l’ennesimo grande supermercato – con annessi e connessi – nell’area ex Maino.

Un assessore buontempone dice che non ci sono e non ci saranno problemi, forse perché con il suo grosso fuoristrada è abituato a passare sopra alle macchine anziché mettersi in coda.

Per quanto riguarda il metodo ci risulta che esso sia applicato con disinvoltura dal sindaco e dall’assessore ai Lavori Pubblici che, a cose fatte, si apprestano ad approvare una variante al già sciagurato progetto iniziale. Tale variante di fatto prevede una sanatoria (presentata 15 giorni prima dell’apertura del centro commerciale ,evidentemente sull’onda delle recenti proteste, a lavori quasi ultimati, con palesi difformità rispetto alle opere autorizzate e altrettanto palese violazione delle prescrizioni fissate nell’originario Premessi di costruire) che conferma e vorrebbe rendere irreversibile il danno prodotto.

In primo luogo gli alberi abbattuti non saranno più sostituiti perché (come era prevedibile) non ci stanno più, in secondo luogo lo spartitraffico rimarrà ridotto di almeno 40 cm rispetto al progetto iniziale,il tutto corredato dai lampioni centrali con buona pace per la sicurezza di automobilisti e pedoni.

Ci si chiede (e chiederemo) anche che fine abbia fatto la conferenza di servizio con Comune,Provincia e Regione il cui parere in merito al progetto definitivo era stato indicato come vincolante e non discutibile,a fronte di una variante postuma che la sola Amministrazione comunale si appresta a fare propria.

In questo modo si governa l’urbanistica gallaratese, in attesa di sfigurare piazza Risorgimento una la mega rotonda la cui dimensioni non hanno uguali in nessun centro in Italia e l’annunciato abbattimento di qualche decina di alberi che l’assessore Simeoni, lo stesso che attraversa la città in 6 minuti nelle ore di punta, ritiene ammalati gravi.

I cittadini vadano quindi in via Vespucci/Lombardia e in Piazza Risorgimento: vedano giudichino  e facciano conoscere la loro opinione. 

I Partiti dell’Ulivo di Gallarate

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Pubblicato il 30 Maggio 2007
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