A Varese riesce la moltiplicazione dei mercatini
Il varesino "mercato dei sapori", quello che fra poco diventerà ex, per una domenica ha convissuto con quello che lo sostituirà: il "mercato dei sapori dell'Insubria". Sembra cambi poco più di una parola? non è così vero. Parola di chi sta già aspettando gli svizzeri
La giornata di domenica 17 giugno, per gli aficionados varesini dei prodotti tipici, è stata davvero un po’ strana. L’annunciato "Mercatino dei Sapori" che radunava prodotti tipici locali aveva già cambiato sede due volte, e non si sapeva bene se andarlo a cercare nella grande piazza Repubblica o nel più suggestivo Corso Matteotti: ma per chi si è avventurato in centro alla ricerca dell’appuntamento goloso, complice una giornata non troppo calda ma con un po’ di sole, ne ha trovati ben due.
In piazza Repubblica, infatti, c’era quel che resta del Mercato dei Sapori, che con quest’ultima domenica "va in pensione". Un mercato a dire il vero ormai poco locale: di varesino rimanevano infatti un venditore di formaggi e un produttore di miele. Tutto il resto arrivava da tutta l’italia, con accostamenti su cui sorridere: dalla bancarella pugliese con vista sul cartellone che annuncia Bossi alla festa della Lega, allo stand valdostano che quardava in faccia la bancarella siciliana, azzerando in un sol colpo i mille chilometri che separano le due regioni.
Ma i sapori del varesotto si erano già ritrasferiti in corso Matteotti dove c’era la prima prova del "Mercato dei sapori dell’Insubria", anche se gli ambulanti erano solo una ventina: erano lì tutti i produttori di formaggio e salumi locali, erano lì diversi dei nostri produttori di miele, erano lì altre curiosità insubriche, dal riso alle piante. Insubriche, perchè il 90% del mercato dei sapori dell’Insubria sarà d’ora in poi costituito da produtori locali delle province di Varese, Como, Verbania, Novara e del Canton Ticino, e solo un 10% sarà affidato ad altre provincie e regioni, solo nella forma dei produttori locali.
Una scommessa che si proverà a mettere in gioco per davvero dal prossimo appuntamento, a settembre. E che dovrebbe avere un’aspetto itinerante, con fiere in tutti i territori coinvolti. Particolarmente attesi, anche se è la parte più difficile della scommessa, i produttori ticinesi: "Sono spesso complementari a noi: produttori di formaggio ma non di formaggio di capra, produttori di un vino che si può accostare al nostro e molto attenti alla qualità – Spiega Riccardo Speroni, direttore di Confagricoltura Varese, in corso Matteotti a verificare l’andamento della manifestazione – con il loro arrivo questo mercato potrebbe assumere un aspetto ancora più interessante".
Ma sono attesi anche i produttori delle province confinanti: un insieme che sicuramente farà guadagnare in ricchezza il mercatino, visto che la rentrée finora è stata limitata nel numero.
E che troverà già pronto chi si era già abituato all’appuntamento saporito e ha già ripreso la strada del centro.
Parecchi, e spesso noti in città: alcuni di loro li potete trovare nella galleria fotografica.
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