Copioni alla maturità: i vostri ricordi

Ecco le prime mail arrivate in redazione su quello che avete combinato agli esami di stato. Scrivete anche voi a redazione@varesenews.it

Giugno 1983 liceo classico Cairoli.Reduce da un’annata semidisastrosa dal punto di vista del rendimento scolastico, non vedevo l’ora che arrivasse l’esame di maturità per sapere finalmente di che morte morire.

Non ero tra i secchioni e nemmeno tra i discreti.Ero un disastro e basta.Non so perché ma l’ultimo anno di scuola mi era passata totalmente la voglia di studiare. A quel punto sapendo che nessuno dei miei compagni mi avrebbe aiutato in sede di esame scrtto, ho deciso di non copiare. Scegliendo il tema di storia ho salvato la faccia,per il resto tabula rasa. Sono uscito con 36 e lode (ovvero 37) mi sono riscattato all’università (laureandomi a 24 anni seppur non con 110 e lode).

Luca

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Egregio direttore,
 
non ho potuto esimermi dallo scriverle, nel momento in cui avete invitato i lettori a segnalarvi idee e modalità per introdurre in aula i famigerati bigliettini che tanto aiuto hanno dato a generazioni di studenti!
Nel mio piccolo, posso dire di essere un’esperta in materia, le ho provate tutte e non sono mai stata beccata!
Ho iniziato sui banchi del liceo classico, dove mi sono cimentata in coraggiosi e riusciti esperimenti: recitare "a memoria", seduta al mio posto, Shakespeare attaccando sulla schiena della compagna di fronte a me il testo della poesia (voto 7, in effetti potevo ambire ad un voto + alto :-D); scrivere sui bordi bianchi del vocabolario interi pezzi di traduzione di testi dal latino e dal greco; segnare le formule sulla custodia scorrevole della calcolatrice negli esami di matematica; scrivere dentro ai fazzoletti di carta (chi va a controllare un fazzoletto che sembra usato???).
Proseguendo all’università, ho studiato strategie legate anche alla miglior posizione per passare inosservata: mai in fondo! ma nemmeno in prima fila. Di solito la terza fila non la guarda nessuno, e lì sono riuscita addirittura a spalancare un libro sotto al banco, meritavo di passare l’esame già solo per il coraggio dimostrato.
Mio fratello, invece, aveva adottato la tecnica dei papiri, bigliettini lunghissimi avvolti intorno ad uno stuzzicadenti, fissato lungo l’avambraccio. Il vantaggio è indubbio, c’è molto spazio dove scrivere.
Spero di aver dato un buon contributo alla causa.
 
Cordiali saluti

Silvia – Una "maturata", nonchè addirittura laureata (ho anche studiato, tra un bigliettino e l’altro…)… 
  
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Sono abbastanza fresco di maturità. L’ho conseguita l’anno scorso al mitico liceo Ferraris. È stata molto divertente soprattutto la seconda prova di matematica. Io e il mio compagno di banco eravamo vicini anche all’esame e il nostro voto andrebbe diviso per due. Metà problema a testa e due quesiti per uno. È stata veramente una bella esperienza, di quelle che non si scordano più.

Matteo

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Correva l’81 nel corridoi del mitico Ferraris e la mattina del 2 luglio alla prova di matematica eravamo tutti schierati su 2 file aderenti ai muri. La matematica mi garbava, fu una passeggiata, ma ricordo benissimo quale fu la tattica di chi mi dava le spalle per cercare di combinare qualcosa, dopo aver dichiarato di non sapere fare un gran chè. Era di un’alta classe ma è stata decisa, semplicemnete si è girata, mi ha sottratto il foglio con i 3 esercizi già fatti e ha copiato tutto di sana pianta probabilmente senza troppa cognizione di causa, riuscendo poi a restituire il maltolto… per fortuna.

Non so se copiò bene o male, ma so che usci col 36.

Ambrogio

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Non molti anni fa, prova di matematica al Liceo di Gallarate. Il bigliettino, con tutte le formule di fisica e algebra, incollato allo sportellino del pacchetto di cicche. Ad ogni lettura di una formula, prendevo una cicca per non dare a vedere che aprivo il pacchetto solo per leggere le formule. Alla sesta cicca, con tanto di masticazione nervosa dovuta alla tensione, mi sono pure addentato la lingua a sangue. Una vera e propria ferita di guerra…

Dado ’83, Cairate

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Ebbene sì, confesso: anche io ho copiato agli esami di maturità!!!
A parte la collaborazione con una mia compagna di classe, all’ultimo mi sono ricordata di fare qualche bigliettino. Mi ricordo (come fosse ora!!!) che il mio terrore era rappresentato dagli indici di bilancio. Non ricordandomi le formule ho trascritto velocemente gli indici su fogli di cartoncino che ho trovato in giro…. è stato molto scomodo piazzarli all’interno delle cuciture dei pantaloni!!! Un’impresa che non è servita a niente…… all’esame neanche l’ombra di un indice!!!!!!!

Giovanna

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Il mio passato da studente? Una copia continua. O meglio, reinterpretandolo ai giorni nostri: una copia e incolla! E’ sempre stato un mio diritto, da studente, e l’ho sempre egregiamente esercitato. Più che un diritto, direi, un dovere impellente, irrinunciabile, necessario, vitale.
 
I bigliettini? Certo ma più spesso era meglio affiancarsi al compagno secchione, quello che magari ti facevi amico, assolutamente e solo per interesse, che non voleva vicino nessuno, quello col maglione di flanella colorato, o come quello fatto dalla mamma, di lana, con le palline infeltrite, grandi come quelle da ping pong. Un passato da copione,direi, e che vanto.
 
Anche perchè di studiare la voglia era poca e l’unico pensiero correva alle ragazzine, al motorino e alle feste nei garage la domenica pomeriggio, quelle con i giornali scocciati sui vetri, che vedevi la pubblicità in controluce. E che corse vere, poi, in preda alla più genuina fermentazione ormonale: col motorino, la ragazza dietro e via alle feste oscurate!
 
Ho iniziato alle superiori e non ho più smesso, di studiare, intendo. Adesso ho la moto e aspetto un bambino. Prima all’ITIS , poi al Volta e ancora al Nervi. Un passato tormentato e decisamente "copioso". Non è che copiare premiasse sempre, c’erano, purtroppo anche gli orali. Ricordo una prof di fisica che interrogava con il sacchetto grigio della tombola: sembrava di essere alla tombola dell’oratorio ma il premio ero io, e mi vincevano sempre con il numero 16. Che traumi, un’adolescenza difficile quindi. Poi sono andato al Volta per esasperazione dei miei genitori e lì oltre ai compagni rigettati dalla statale, un’ottima compagnia, c’erano pure le telecamere nei corridoi e davanti ai bagni, i monitor li teneva la direttrice nel suo ufficio e dovevi poi spiegare anche il perchè, quella mattina l’avevo fatta due volte.
 
Poi al Nervi, di nuovo alla statale, che bello, ma i professori non mi chiedevano mai se ero felice anche perchè ero quello del Volta, il fighetto con i capelli lunghi, le timberlad e il fuoristrada del papà. L’ho ammetto solo adesso, pubblicamente: ho copiato anche a maturità e ho preso 7 nel tema. Che tema mi è uscito? non l’ho ricordo neppure… L’ho copiato da una pagina strappata da uno dei tre libri dei temi che avevo nell’invicta. Alla fine sono diventato geometra. La mia copia più bella? All’esame di abilitazione alla professione del 97, la prova di topografia: Luca, appena conosciuto salendo le scale mi ha detto "senti lo so fare, se non mi scassi per almeno quattro ore ti passo la brutta".
 
Grazie Luca, non ti ho più rivisto.
 
Lele

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Luglio 1979: prova scritta di matematica allo Scientifico Ferraris; avevo un vestino a fiori con grandi tasche. Alcuni amici "grandi" già all’università mi avevano insegnato a costruire un doppio rullo legato con gli elastici, con sopra scritte tutte la formule matematiche.

Non so se per l’emozione o per la tensione, sta di fatto che a metà prova un mio gesto "rollante" troppo azzardato, ha provocato la rottura di un elastico con relativo srotolamento del rullo, recupero velocissimo della carta da parte mia, ilarità dei miei compagni ed un urlo imperioso del nostro Membro interno di commissione: "Silenzio!!!!!!!"…..Per fortuna non aveva visto nulla…o aveva finto di non vedere la mia scena "fantozziana" in cui fingevo di soffiarmi il naso nel rotolo per poi riporlo nella capiente tasca del vestito!!
Ora, in questa era computerizzata tutto ciò non sarebbe possibile, ma forse tutto sarà anche meno divertente da ricordare tra un po’ di anni!!

TATA

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Pubblicato il 18 Giugno 2007
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