Il cinema italiano più “strong” protagonista dei Fuori programma
Dalla vita del Camorrista a quella del travestito, il programma di giugno della sala d'essai del MIV punta su produzioni nazionali forti e decisamente promettenti
Sarà dedicato al recupero di piccole perle del cinema italiano recente mai visto a Varese, il ciclo di "fuori programma del giovedì" di giugno al multisala Impero di Varese, il cosiddetto MIV. Perle a tinte forti, che descrivono senza filtri o ipocrisie storie estreme: dalla vita quotidiana, divisa tra orrore e kitsch, del camorrista, ai momenti della giornata di un travestito. Dai disoccupati appolaiati su una torre, agli ex carcerati che tornano, con uno struggente amarcord, nei quartieri di Napoli dove sono vissuti.
La sala Urano, quella dedicata all’Essai, ospiterà infatti la rassegna "sguardi sul cinema italiano contemporaneo" con quattro film duri e sperimentali profondi e moderni. Il primo, "Luna Rossa" di Antonio Capuano (giovedì 7), anticipa temi e stile di quello che sarà un best seller in libreria, il Gomorra di Francesco Saviano: con lo stesso realismo crudo racconta la vita quotidiana di un camorrista, senza nessuna concessione: compreso al kitsch.
Il secondo, Nè Terra nè cielo di Giuseppe Ferlito (giovedì 14), gira intorno ad un uomo appollaiato su una ciminiera dove sotto di lui il mondo brulica di reazioni e risposte… una trama originale che svela le mille facce delle strumentlizzazioni di un gesto.
Il terzo, Rosatigre di Tonino de Bernardi (Giovedì 21) è, più che un film, un documentario in presa diretta: racconta la vita quotidiana di un travestino vista da una telecamera piazzata su di lui.
Il quarto infine, Pater Familias di Franesco Patierno, parla di una recherce in piena Spaccanapoli, fatta da un uomo che torna nel suo quartiere del capoluogo campano dopo anni di carcere.
Prosegue così nella sala Urano del MIV, con i giovedì d’essai di giugno, una programmazione che cerca di far recuperare ai varesini un po’ del cinema d’arte che non riusciva ad arrivare fin qui: "una operazione che non avviene "malgrado" il fatto che qui si stia in uno dei multisala tanto vituperati dai cinefili – sottolinea Maurizio Fantoni Minnella, curatore della programmazione in sala Urano – ma, al contrario "proprio perchè" siamo in un mutlisala, che può permettersi di fare scelte coraggiose con una sala d’essai senza correre il rischio di cedere a compromessi: agli incassi ci pensano i Pirati dei Caraibi, così il Miv si può permettere di portare a Varese il cinema "alto" che prima si poteva vedere solo a Milano".
La Sala Urano infatti anche per questo mese si porta dietro diverse prime visioni del cinema mondiale, spesso in contemporanea con i cinema d’essai della metropoli: questo mese, per esempio, è la volta di "Viaggio in India" del regista iraniano di culto Mohsen Makhmaibath. Ma anche di "Daratt-Siccità", film africano menzione speciale al festival di Venezia 2006 e di "Il matrimonio di Tuya", film cinese orso d’oro al festival di Berlino 2007.
Tra gli altri c’è infine anche uno schierato ma emblematico "Quando la verdad despierta", un film documentario davvero speciale per la realizzazione: prova infatti a rileggere le modalità di una serie di attentati avvenuti a Cuba negli anni novanta, che hanno procurato anche la morte di un italiano, Fabio di Celmo.
Per sostenere la tesi che fossero di fatto uno dei tanti tentativi americani per detronizzare Castro, il governo cubano ha messo a disposizione addirittura veri agenti della polizia cubana, che come attori di sè stessi, hanno ricostruito visivamente alcuni dei fatti.
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