L’Itc Tosi sperimenta la scuola in inglese
Partirà a settembre il primo corso che vedrà i professori insegnare e interrogare in inglese o in francese
Dal 1990 ad oggi, sono stati oltre 5000 gli studenti che hanno varcato i confini italiani con l’Itc Tosi di Busto. Nella scuola di viale Stelvio, l’internazionlizzazione è ormai di casa: scambi, stage in aziende straniere, accoglienza di ragazzi provenienti da tutto il mondo, sia teen ager sia universitari.
Dal prossimo anno, però, questo istituto farà un nuovo passo in avanti: almeno una, nel migliore dei casi, due sezioni partiranno con il primo anno in inglese o in francese. I docenti di storia, matematica, diritto, informatica e fisica spiegheranno ed interrogheranno in classe in lingua straniera: «I professori si stanno già formando – spiega il dirigente Benedetto Di Rienzo – sono previste sessioni anche all’estero. Chiaramente non viene richiesta una conoscenza perfetta del francese o dell’inglese. La cosa importante è che questi ragazzi comincino ad esprimersi in un’altra lingua».
La proposta, partita dal collegio docenti, è stata accettata con entusiasmo anche dai genitori dei ragazzi iscritti al primo anno: « È stato codificato tutto in tempi rapidissimi. Il collegio docenti ha deciso e la sera erano già stati convocati tutti i genitori».
E se le lingue straniere verranno rafforzate, dal prossimo anno partirà anche un triennio con una forte caratterizzazione "comunicativa": «Ormai l’indirizzo di comunicazione è diventato una moda – racconta il dirigente – per noi, però, l’aspetto fondamentale è quello di dare strumenti alternativi ai ragazzi che possono contribuire a sviluppare la loro creatività. Ai giovani, oggi, si richiedono soprattutto idee e fantasia. Potenziare gli strumenti della comunicazione nel nostro indirizzo di marketing, ci sembra una buona possibilità di venire incontro alle loro aspettative. La comunicazione è trasversale: c’è l’arte, la fotografia, la televisione, la grafica, la parola, l’informatica. Nelle ore di autonomia abbiamo pensato di potenziare i laboratori per sostenere queste attitudini».
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