Medicazioni avanzate: più costose ma più convenienti
Il CREMS dell’Università Cattaneo e l’Istituto Superiore di Sanità primi in Europa nell’analisi economico-sanitaria del trattamento delle lesioni da pressione in Italia
Il tema della spesa sanitaria, in un periodo di estrema attenzione per la spesa pubblica, è ormai divenuto centrale per le Regioni. L’invecchiamento della popolazione, soprattutto nei Paesi ad economia sviluppata come il Giappone, l’Italia, la Germania e gli USA, e la presenza di numerosi gruppi di persone affette da malattie croniche hanno contribuito a concentrare l’attenzione sulla patologia relativa alle ulcere cutanee da pressione (piaghe da decubito), causate dalla compressione locale della cute e dei muscoli tra una prominenza ossea ed una superficie esterna rigida.
Il Convegno “Il prezzo del dolore: analisi economico sanitaria del trattamento delle lesioni da pressione in Italia” che si tiene a Roma presso l’Istituto Superiore di sanità di Roma venerdì 15 giugno, affronta le problematiche connesse alle ulcere da pressione e nel mostrare i risultati di uno studio realizzato dal Centro di Ricerca di Economia e Management in Sanità (C.R.E.M.S.) dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza (VA) e dall’Istituto Superiore in Sanità (I.S.S.).
Lo studio multicentrico osservazionale economico, il primo in Europa, ha interessato 18 centri di assistenza domiciliare in Italia ed ha arruolato 362 pazienti, dei quali 212 trattati con medicazioni di tipo avanzato e 150 con medicazioni tradizionali. L’analisi condotta ha misurato l’assorbimento di risorse relative al processo di trattamento al fine di confrontare il diverso impatto economico che medicazioni avanzate e tradizionali hanno nella cure di pazienti in assistenza domiciliare per le Aziende Sanitarie e per le Regioni, attraverso il calcolo dei costi medi giornalieri e mensili.
I risultati attestano che l’uso di medicazioni avanzate provoca un incremento dei costi per ogni accesso alla residenza dell’assistito (20,63 € contro 14,82 €) ma permettono un notevole risparmio (237,82 € contro 324,61 €) nel trattamento mensile dovuto ai minori accessi per cambiare la medicazione (11 contro i 22 di media in 30 giorni).
Pur non essendo tra gli obiettivi dello studio si è anche osservata una maggiore efficacia nella cura delle medicazioni avanzate (40 % di riduzione contro il 34 %).
L’importanza dei risultati va oltre il semplice dato economico: ridurre del 50 % il tempo richiesto all’operatore in virtù del numero inferiore di accessi permette teoricamente un raddoppio degli assistiti da parte dell’ASL, con evidenti vantaggi per tutti.
Partecipano al convegno il Ministero della Salute, Federsanità, Regione Veneto, Fiaso, Assobiomedica, il Tribunale del Malato e le società scientifiche del settore (AIUC, Aislec e Coorte).
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