Dalla Liuc all’Arizona per conoscere le università americane
Ventun studenti del cattaneo hanno partecipatoalla Summer School in Arizona. Una full immersione per conoscere i segreti della distribuzione

Sono partiti in ventuno. Studenti delle tre facoltà della Liuc, economia, girisprudenza e ingegneria, sono volati lo scorso 7 luglio in Arizona. Destinazione: l’Arizona State University, una realtà che conta su 60.000 studenti e che viene quotata tra le migliori del panorama accademico statunitense.
Sotto la supervisione del preside di ingegneria Giacomo Buonanno, gli studenti, del triennio o della specialistica miscelati in modo vario, hanno partecipato a due settimane di summer scholl, per approfondire un tema decisamente importante: le strategie manageriali di distribuzione.
Nonostante le tecniche americane siano «meno efficienti – come ha detto lo stesso Bonanno – perchè gli Stati Uniti hanno spazi e dimensioni decisamente differenti da quelli nostrani, per cui hanno meno necessità di far funzionare tutta la macchina al dettaglio…», i ragazzi sono stati catapultati per due settimane in una full
immersion formativa decisamente diversa da quella di casa: «Il loro approccio didattico è molto pratico – ha commentato Erica, impegnata nella tesi di specialistica in ingegneria gestionale alla Liuc ( nella foto la prima a destra insieme a Eleonora e Valentina) – Eravamo chiamati a risolvere problemi ogni volta: noi siamo abituati a sostenere l’esame a determinate scadenze, per cui la nostra preparazione è finalizzata a quel momento. Nelle università americane, invece, i controlli sono costanti: viene sempre chiesto di ripetere ciò che si è capito, di mettere in pratica quello che si ricorda».
«Il rapporto tra studenti e professori è decisamente più informale – ha affermato Nicola – si danno tutti del tu e il clima è decisamente friendly…».
Ad impressionare gli studenti italiani, tutti alla prima esperienza all’estero, è stata soprattutto l’organizzazione della vita: « L’Arizona University è una vera e propria cittadella – ha
ricordato Luciano ( a destra nella foto con Nicola) – Grandi spazi, campi sportivi, luoghi immensi dove ritrovarsi. La vita accademica è molto viva: c’è un grande attaccamento alla squadra universitaria di football o di basket. Credetemi, ho visto più magliette della squadra dell’ateneo che quelle della formazione professionistica cittadina».
Per i ventuno ragazzi, però, non si è trattato solo di studio. Un intero week end è stato dedicato al turismo: c’è chi è andato a Las Vegas : «Incredibile arrivare in macchina di sera, con tutte quelle luci …. – ha affermato Luciano – Sfarzo ovunque. Pensate che nel nostro hotel avevamo le montagne russe..»
Altri, invece, hanno preferito lo spettacolo mozzafiato della Monument Valley: «Uno spettacolo unico – il commento di Eleonora – Abbiamo visto il tramonto e ci siamo svegliati alle 4 per vedere l’alba. È stato il momento più emozionante del viaggio».
Un’esperienza unica per buona parte dei 21 studenti al loro battesimo internazionale: «Per me, studentessa di giurispruidenza , andare all’estero non è molto proficuo perchè non vengono riconosciuti gli esami – ha spiegato Valentina – Dopo la laurea, sicuramente andrò all’estero, magari per un master».
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