Festival della Comicità, seconda edizione via da Luino
In un'intervista Francesco Salvi, co-ideatore del festival che si terrà il 13, 14 e 15 luglio al parco Ferrini si sfoga
«L’amministrazione luinese ha ostacolato in ogni modo la prima edizione del Festival della Comicità, molto probabilmente la seconda edizione si farà a Lugano dove sono pronti a farci ponti d’oro pur di averci». Parole di Francesco Salvi, luinese doc e attore-cabarettista sulla scena nazionale da più di 20 anni. Inizio con polemica, dunque, per questa prima edizione del festival che si propone di omaggiare prima di tutto Luino e il suo lago, fucina di artisti, letterati e comici prolifica come poche altre zone dello stivale. Nel suo sfogo Salvi difende il motore dell’iniziativa Francesco Pellicini il quale da anni insegue il sogno di riportare a Luino i suoi figli d’arte in un grande spettacolo che, nelle prime intenzioni, doveva andare in onda in differita su Rai 2.
«Difendo Francesco e difendo Marco Reguzzoni, presidente della Provincia – spiega il comico luinese – ma non posso dire la stessa cosa dell’amministrazione luinese che prima ci ha promesso mari e monti e poi ci ha lasciati a noi stessi senza darci il sostegno sperato». Salvi si riferisce in primis al rischio pioggia:«Il comune prima ci ha offerto un tendone da migliaia di posti e poi ci ha relegati in una mini-tendina in cui probabilmente ci staremo in tre: io, Sarah Maestri e il Checco». Le difficoltà per organizzare questa prima edizione, insomma, sono state molte ma lo spettacolo sarà assicurato:«Senza la Rai molti hanno preferito defilarsi, altri sono in dubbio come Cochi e Renato – spiega Salvi – ma ci saranno personaggi del calibro di Iannacci, i Fichi d’India, un’intervista video esclusiva a Dario Fo fatta dallo stesso Pellicini e altri artisti della fucina di Zelig. Sarà un bellissimo festival, speriamo che la luna ci assista».
Salvi è, comunque, contento di tornare a Luino anche se amareggiato per come sono andate le cose fino ad ora:«Luino è sempre stata così – continua il Salvi – anche rispetto agli altri piccoli comuni che la contornano da Pino lago Maggiore a Porto Valtravaglia hanno saputo sempre fare qualcosa in più rispetto alla mia città. Ricordo quando nell’89 avevo deciso di girare un film in città e mi fu praticamente impedito fino a che non decisi di abbandonare il colpo. Ovunque mi avrebbero accolto a braccia aperte». Nel ritratto che Salvi fa della città del Verbano non si salva nemmeno il teatro:«Dalla piccola Scala che era un tempo l’hanno fatto diventare una cosa scandalosa – spiega in aperta polemica – sembra un cinema bulgaro, con tutto il rispetto per la Bulgaria. Pensa un po’ che ci hanno negato il permesso di fare gli spettacoli lì perchè i gestori del cinema devono proiettare Harry Potter».
Salvi però ci tiene a precisare che Luino ha avuto anche altre epoche sicuramente più dorate di quella attuale:«Ricordo i concerti con migliaia di persone sul lungolago, ricordo le due volte che il cantagiro ha fatto tappa a Luino – ricorda Francesco – ricordo il Gallonette che accoglieva i turisti all’azienda turistica di soggiorno e i consigli della mamma che diceva stai attento al cinema a non sedere nell’ultima fila che c’è quel c…e del Boldi, personaggio di Luino noto per la sua tendenza verso l’altra sponda che era un bravissimo uomo ma che tutti guardavano male. Allora ci si sedeva davanti dove c’era il "muto" che non stava mai zitto; ricordo che cercava sempre di spiegarci il film e la frase che lo contraddistingueva era "fate stare zitto il muto"». Come non diventare dei comici quando si cresce in mezzo a prersonaggi di questo tipo?«Proprio questa è la caratteristica di Luino – conclude Salvi – la sua gente e i racconti che ne scaturiscono, proprio come faceva Piero Chiara».
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