I socialisti democratici italiani rendono onore a Garibaldi
La celebrazione commemorativa si svolgerà giovedì 5 luglio alle ore 20,30 in Piazza Garibaldi
Riceviamo e pubblichiamo
I Socialisti Democratici Italiani di Gallarate in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi rendono omaggio ad un grande italiano che diede molto all’Italia senza nulla chiedere in cambio.
La celebrazione commemorativa si svolgerà giovedì 5 luglio alle ore 20,30 in Piazza Garibaldi per la deposizione della corona. La serata continuerà alle ore 21 in Sala Impero in Via Ugo Foscolo. Saranno presenti: Prof. Robertino Ghiringhelli, docente di Storia delle Dottrine Politiche all’Università Cattolica di Milano, Orazio Cammarata, segretario cittadino SDI, conclude Filippo Proto, Segretario Provinciale SDI. È prevista la partecipazione della Banda Musicale “La Concordia” di Crenna.
Garibaldi fu, probabilmente, il primo personaggio storico italiano a far innamorare di sé, tante nazioni in tutta Europa. In tutta Italia lo ricordano più monumenti di qualsiasi altro personaggio della nostra storia e Gallarate, a tre anni dopo la sua morte, nel 1885 gli dedicò un monumento a ricordo dell’eroe. Si perché Garibaldi fu a Gallarate almeno tre volte in varie occasioni. La mattina dell’11 giugno 1862, un manifesto del sindaco Missaglia, affisso ad ogni angolo di strada annunciò alla cittadinanza gallaratese che Garibaldi stava per arrivare. Accolto dalle autorità e dal popolo, il Generale fece il suo ingresso in Città alle 8,30. Scese all’albergo “Tre Re” in Pasquè ed alla folla che lo applaudiva raccolta nella Piazza rivolse parole di incitamento e di fede: “Saluto – disse – questa cara popolazione, che ha fatto grandi sacrifici per la causa d’Italia, che ha dato tanti prodi all’esercito, che ne darà altrettanti quando la patria e il Re ci chiameranno a nuovi cimenti sul campo di battaglia. L’essenziale è che tutti, mirando ad uno stesso fine, siamo tutti concordi e uniti. Tutti siamo figli d’Italia. Tutti quindi siamo fratelli”. Poi, accennando a Roma e a Venezia, disse: “È tempo ormai che si compia l’impresa che fu il voto e l’aspirazione di un mucchio di secoli ed a cui è fortemente chiamata la nostra generazione”. Terminato il discorso, egli rimase ad ascoltare indirizzi di omaggio, poesie ed inni patriottici. Si soffermò, poi, a conversare affabilmente tra la gente, esprimendo la sua soddisfazione per l’accoglienza ricevuta ed avendo per tutti parole di cordialità e di benevolenza. Ad un tratto si accorse di avere accanto l’assessore Marino Croci (il cui figlio aveva partecipato alla campagna dei Mille), lo abbracciò commosso. Ultimata la visita, ripartì per Belgirate, dove era ospite di Benedetto Cairoli, lasciando a Gallarate un ricordo incancellabile. Il 27 maggio 1965, venne pubblicato un manifesto per l’arruolamento dei giovani dai 17 ai 40 anni e, solo dopo pochi giorni, si contavano già nel deposito di Gallarate 2440 volontari. Garibaldi, intanto, assumeva in Lombardia il comando generale dei volontari e, il 13 giugno 1866, era di nuovo a Gallarate. Arrivò, in carrozza, col figlio Ricciotti e con Benedetto Cairoli, accolto nei pressi della chiesa di Madonna in Campagna da autorità e popolo. La carrozza avanzò lentamente fino al “Pasquè”. Di lì raggiunse la casa di Costanzo Cantoni (ora Bonomi) in Via Arnetta (ora Verdi). Scese poi tra la folla che gli stringeva intorno. Chi voleva toccarlo, chi sfioragli la tunica, chi stringergli la mano. Personaggio tra i più mitizzati di tutto l’Ottocento per le sue caratteristiche umane e comportamentali, Garibaldi ebbe l’arma vincente nella sua origine popolare, nella semplicità e generosità di carattere, nella mancanza di ambizioni individuali, nella sua insofferenza verso ogni ideologia che facesse prevalere un ideale astratto di repubblica sulla volontà e i bisogni concreti del popolo. Terminato il suo impegno, fu capace di tornare alla vita dei campi senza pretendere compensi di nessun genere. Aveva insomma delle qualità che i politici di oggi potrebbero prendere come esempio.
Già il 4 luglio1907 a Gallarate fu celebrato il centenario della nascita dell’”Eroe dei due Mondi”. Il sindaco di allora era Olinto Pasta, che per ben 13 anni (1906-1919) fu a capo di una Giunta composta da Democratici Socialisti e liberali. In quella occasione, come dimostrano una storica foto e articoli di giornale dell’epoca, la Piazza Garibaldi, addobbata di bandiere e stendardi per l’occasione, era gremita di persone per rendere omaggio al generale che molto ha combattuto per dare all’Italia giustizia e libertà.
Per i Socialisti Democratici Italiani
Orazio Cammarata
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