In consiglio tra vecchie lapidi e richieste inevase

In apertura le condoglianze a Quintino Magarò per la morte del padre e poi spazio alla discussione su argomenti disparati

In apertura del consiglio comunale di Gallarate il capogruppo leghista Matteo Ciampoli si è fatto portavoce delle condoglianze di tutta l’aula per Quintino Magarò, consigliere comunale del gruppo misto colpito dalla scomparsa del padre.  

Pierluigi Galli (Ds) ha poi invitato l’assessore alla Cultura Raimondo Fassa a farsi carico del restauro di alcune lapidi commemorative che versano in cattive condizioni in città, prima fra tutte quella dedicata al passaggio di Giuseppe Garibaldi a Gallarate, affissa sopra l’insegna della farmacia Dahò in piazza Garibaldi: «Nel duecentenario dalla nascita dell’eroe dei due mondi – ha detto Galli – sarebbe il caso che il Comune non perdesse l’occasione per ricordare la propria storia e le tradizioni». Matteo Ciampoli (Lega Nord) ha chiesto ancora una volta la consegna dei bilanci e delle relazioni dei collegi sindacali di Amsc: a lui ha risposto in chiusura di seduta Antonio Pepe (Ds): «Basta con questo teatrino – ha detto il focoso consigliere di centrosinistra -: la Lega Nord chiede i bilanci pur avendo avuto rappresentanti nel cda: o quelli hanno letto, approvato  firmato i documenti senza relazionarsi con i propri colleghi di partito, oppure gli stessi bilanci sono preconfezionati». Giorgio Bisaccia (Ds) ha attaccato il regolamento del consiglio comunale, denunciando il fatto che ci sono mozioni ancora non discusse benché presentate in marzo, in particolare quella sul Darfur: pronta la risposta del presidente del consiglio Donato Lozito, che ha invitato se necessario a chiedere un’inversione dell’ordine del giorno, specie per argomenti di interesse condiviso bipartisan come quello citato da Bisaccia.  

Nel question time Cinzia Colombo (Prc) ha chiesto che il Comune rispetti le leggi nazionali che stabiliscono che il Comune o enti collegati all’amministrazione non possono chiedere denaro o prestazioni aggiuntive ai famigliari di persone che usufruiscono dei servizi erogati dall’ente, citando numerose sentenze. Colombo ha chiesto che venga sollecitata la creazione di un fondo regionale per risarcire il Comune quando interviene per accollarsi rette oggi a carico dei famigliari. Al consigliere del Prc ha risposto il sindaco Nicola Mucci: «L’argomento è spinoso e delicato – ha spiegato con il supporto del segretario generale Filippo Ciminelli -, non così pacifico dal punto di vista giurisprudenziale. Approfondiremo la questione con un’analisi completa e circostanziata ed prenderemo i doverosi provvedimenti».     

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Pubblicato il 03 Luglio 2007
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