L’Itc Tosi si gemella con il Congo
In visita al suo ex istituto, Suor Daniela Balzarotti ha formalizzato il gemellaggio tra il Tosi e la scuola in Congo dove lavora
Avere rapporti internazionali per far crescere gli studenti nel mondo globalizzato. Questa è da anni una delle principali missioni dell’Itc Tosi di Busto Arsizio. All’inizio era l’Unione Europea, poi i paesi dell’Est, quindi l’America, l’Australia e l’Asia emergente.
Una panoramica quasi globale: « Dai nostri progetti, però, mancava una parte sostanziale dei paesi – spiega il dirigente Benedetto Di Rienzo – quelli dell’Africa. Abbiamo pensato che sarebbe stato importante presentare ai nostri studenti realtà diverse culturalmente ma anche economicamente. L’opportunità è venuta da una nostra ex studentessa, diventata suora missionaria, mandata dal proprio ordine in Congo».
La richiesta di un gemellaggio è arrivata proprio dalla religiosa: « Credo che sia importante avviare un rapporto di scambio che coinvolga studenti e docenti per comprendere realtà così diverse, ma anche per far crescere in modo consapevole questi ragazzi» commenta suor Daniela Balzarotti, diplomata nell’istituto di viale Stelvio nel 1992.
La ragazza, dopo la maturità, scelse la via accademica ottenendo nel 1997 la laurea alla Bocconi. Poi, l’anno successivo, la decisione di prendere i voti e di entrare nell’ordine delle Canossiane: «Ho iniziato ad insegnare nell’istituto superiore che abbiamo a Monza – ricorda Suor Daniela – Quindi l’ordine mi ha chiesto se ero ancora disponibile a partire come avevo dichiarato al momento di prendere i voti. All’inizio ero un po’ titubante, sentivo la responsabilità del mio ruolo nella scuola. Poi, dopo una pausa di riflessione a Roma, ho capito l’importanza di quella scelta e il valore che avrebbe avuto sulla mia formazione. Andavo in un paese difficile, dove povertà, malattie e guerre sono all’ordine del giorno»
Superare le titubanze, suor Daniela Balzarotti partì: destinazione Aru, un villaggio situato al nord-est della Repubblica Democratica del Congo, nella zona dei grandi laghi, per diventare docente nell’istituto superiore locale.
Uno scenario nuovo che ha richiesto un grande spirito di adattamento: « I problemi non sono venuti sicuramente dal contesto sociale. La popolazione è estramemente ospitale, generosa. Ti accoglie e ti accompagna fino a farti sentire a casa. I problemi, invece, li ho avuti nella scuola. I valori sono un po’ diversi dai nostri: per noi è importante il lavoro e guai a chi perde tempo. In questo mondo, invece, la cosa più bella è regalare agli altri il proprio tempo. Essere sempre disponibili, attenti agli altri è il miglior pregio. Ed è proprio questa apertura verso l’altro il valore aggiunto della società».
«Io credo molto nel valore educativo di uno scambio con ragazzi e studenti di questa realtà – ha sottolineato il preside del Tosi – stiamo studiando innanzitutto un sistema per ospitare gli studenti per un periodo congruo. Inoltre potremmo inviare alcuni dei nostri professori per apprendere il loro sistema. In futuro, spero di riuscire a coinvolgere anche i ragazzi in un’esperienza in Congo. È un progetto un po’ delicato. Ma non impossibile».
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