L’Ulivo contro la riforma dei canoni Erp della Regione
Tosi: "È iniqua e inefficace"
Non piace all’Ulivo il progetto di legge di riforma dei canoni di locazione per l’Edilizia Residenziale Pubblica – oltre 170 mila alloggi, stando ai dati della stessa Regione -, approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 4 luglio 2007 e presentato dall’assessore alla Casa e alle Opere Pubbliche pochi giorni fa.
«La nuova determinazione dei canoni comporterà un aumento generalizzato degli affitti – spiega il consigliere regionale Stefano Tosi, componente della commissione Casa e Territorio della Regione – che si aggiungerebbe agli altri aumenti già avvenuti negli ultimi 10 anni negli alloggi Aler. Ma soprattutto il provvedimento non fornisce alcuna garanzia per la qualità del servizio, anzi, insieme all’aumento degli affitti, scarica completamente sugli inquilini i costi per la manutenzione e il recupero del patrimonio e sui comuni i costi per l’assistenza per gli inquilini in difficoltà. Tutto ciò senza prevedere, per esempio attraverso un Fondo di solidarietà, alcun coinvolgimento dell’assessorato alla Famiglia della Regione Lombardia». Inoltre, dalle prime simulazioni, «l’unica certezza è l’aumento consistente del canone sociale che colpisce innanzi tutto, a parità di alloggio e di condizioni economiche, le persone sole e gli inquilini più svantaggiati, e la penalizzazione del patrimonio vecchio e degradato», prosegue Tosi.
Altro punto critico è nel meccanismo per la vendita degli alloggi ERP, per i quali «non solo sono state inserite condizioni più restrittive, ma, invece della tutela, si ricorre alla mobilità forzosa per gli inquilini che non intendono esercitare il diritto all’acquisto del proprio alloggio», spiega Tosi.
Inoltre, pur essendo realtà molto diversificate, l’Ulivo critica la mancanza di distinzione fra i Comuni capoluogo di provincia per definire il calcolo dei nuovi canoni, con il risultato di vanificare qualsiasi obiettivo di equità. «Sarebbe necessario – aggiunge Tosi – tener conto delle oggettive differenze locali e avviare sul territorio tavoli di concertazione con il coinvolgimento delle organizzazioni degli inquilini. La partecipazione di tali organizzazioni potrebbe garantire maggiormente una verifica della qualità dei servizi erogati e contribuire alla predisposizione del programma di manutenzione degli alloggi ERP. Infine, nonostante l’urgenza, è assente non solo l’avvio ma anche solo un preciso impegno per una organica riforma del sistema Aler».
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