L’Università: “Abbiamo poca energia”
Dall'ufficio tecnico dell'università dell'Insubria la risposta ai ragazzi che protestano per il troppo caldo nelle aule
«Un lavoro corposissimo, molto accurato. Mi sa che ci servirà in sede di valutazione dei nuovi progetti…» E’ questo il commento dell’architetto Renato Sorrentini, responsabile dell’ufficio tecnico dell’università dell’Insubria, di fronte al “malloppone” denso di particolari tecnici prodotto da circa 300 studenti che chiedono l’aria condizionata anche nelle loro aule di studio. «Il problema è che il progetto della struttura di via Monte Generoso è stato eseguito come è adesso: e in quel progetto, il condizionamento riguarda studi e uffici, mentre per aule e laboratori sono previsti solo i normali ricambi d’aria».
Allo stato degli atti, dunque, tutto quello che possono fare è portarsi un ventaglio: «Anche perché – precisa Sorrentini – per un impianto che comprenda non solo le aule ora condizionate, ma tutta la struttura, non c’è nemmeno la potenza elettrica necessaria. Nemmeno, fisicamente, la cabina».
Anche con tutta la buona volontà, quest’estate dunque in via Monte Generoso, è necessario arrangiarsi alla vecchia maniera.
«C’è da dire però che Enel ci sta realizzando una cabina più adatta alle dimensioni della struttura: quando avremo quelle centinaia di chilowattora in più, potremo pensare di destinarli ai gruppi frigoriferi» naturalmente si tratta in ogni caso di una scelta impegnativa «decidere l’implementazione di nuovi condizionatori prevede un notevole budget. Una decisione perciò, che dovrà essere meditata nelle sedi decisionali».
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