La globalizzazione smaschera i nostri difetti
Quanto affermato negli scorsi interventi trova una puntuale applicazione nel concetto che punta sulla capacità di cogliere gli aspetti positivi, insiti anche in situazioni che ad un primo sguardo appaiono negative.
È il caso delle paure conesse alla diffusione della globalizzazione e alle tensioni sui prezzi che genera, con le conseguenti perdite di competitività di chi manifesta le sue inefficienze.
Questa focalizzazione sulle negatività fa perdere di vista la grande occasione connessa all’aprirsi sempre più rapido dei mercati; ovvero l’opportunità che la globalizzazione offre di rafforzare le specifiche peculiarità ed attitudini che ogni Sistema Paese ha saputo costruirsi nel tempo.
Per noi questo significa aumentare la nostra attrattività e il nostro appeal, non limitandoci più al semplice “made in Italy”, ma puntare al “made in value”(valore di ciò che si offre).
Risulta evidente che i nostri “stracci colorati”, il nostro mix di “sole e mare”, la nostra “fantasia ed approssimazione” i nostri prodotti, spesso “troppo costosi e banali”, non sono più sufficienti per garantire la competitività rispetto a Paesi più dinamici, flessibili ed economici.
Occorre per noi qualcosa che sappia legare tradizione, storia, arte, cultura e paesaggio, con le tecnologie, i servizi,la qualità,la sicurezza, il rispetto dei tempi; tutti elementi che sono declinati dalla managerialità delle organizzazioni.
Sostanzialmente significa saper costruire un “unicum” con elevati contenuti semantici,che sappia attirare la disponibilità di spesa per chi è in grado di riconoscere prodotti e servizi inimitabili, specifici e dotati di un intrinseco valore.
Infatti un Paese come il nostro, così ricco di risorse ambientali,artistiche e gastronomiche, non può che puntare su questi elementi per rafforzare la sua identità ed unicità e definire così la sua “vision”di posizionamento.
Valore in primo luogo implica qualità della vita (Italian way of life): dal cappuccino al parmigiano o al prosciutto di Sauris, fino alla preservazione di un patrimonio artistico e paesistico irriproducibile e attivatore di un flusso turistico gestito managerialmente e non più occasionalmente.
Non solo però turismo e qualità che anche altri possono offrire, ma bellezza e gusto, unicità e manualità,coniugate a serializzazione e design; trasferiti poi in prodotti industriali ricchi di tecnologia, innovazione, know-how, estetica accattivante e realizzati con processi produttivi ed organizzativi all’avanguardia.
Il nostro Paese infatti è uno dei pochi che con il suo territorio così carico di storia e tradizioni, può conferire ai prodotti una differenza specifica,un senso, un carico di valori che difficilmente possono essere imitati da altri.
Tutto questo ha maggior rilevanza oggi dal momento che le dinamiche post-fordiste hanno trasformato il territorio stesso in un prodotto che, come insegna il marketing territoriale, deve possedere una sua riconoscibilità qualitativa e un’intrinseco valore per se stesso,per chi ci vive e anche per chi lo frequenta.
Infatti nel mondo globale tutti i fattori produttivi sono tendenzialmente mobili e le risorse economiche, tecnologiche e finanziarie sono attirate, come i talenti, da territori dove bellezza,paesaggio e qualità del vivere sono ai massimi livelli.
È per questa ragione che gli investimenti, garantiti da un quadro normativo e da una “policy”(politica pubblica) di elevato livello, debbono essere catalizzati su quei territori che possiedono le maggiori potenzialità e nei quali vanno sperimentate soluzioni creative ed innovative che determineranno poi un effetto di trascinamento sull’intero sistema produttivo nazionale.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città





Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.