Alitalia: via Libonati, il nuovo presidente è Prato
Al vertice della compagnia di bandiera uno degli uomini che guidò l'avvio di Malpensa. Intanto il cda si appresta a dare il via libera al piano Schisano
Alitalia, nuovo atto. Il presidente e amministratore delegato del cda, Berardino Limonati, ha rassegnato, a sorpresa ma non troppo, le dimissioni. Al suo posto il maggiore azionista, vale a dire il ministero del Tesoro, ha indicato Maurizio Prato, 66 anni, una lunga carriera nell’Iri alle spalle e attuale presidente e amministratore delegato di Fintecna, società del Tesoro che controlla Alitalia Servizi. Secondo il comunicato del ministero, spetterà ai nuovi vertici «individuare tempestivamente soggetti industriali e finanziari disponibili ad acquisire il controllo della società». L’azionista «valuterà con piena disponibilità le modalità tecniche di cessione del controllo che la società formulerà ai propri azionisti». La nomina di Prato può far cautamente sorridere i sostenitori di Malpensa. Egli infatti partecipò negli anni della presidenza Cempella al progetto e all’avvio di Malpensa, oltre ad essere stato per anni consigliere d’amministrazione della compagnia di bandiera: il piano di ridimensionamento dell’impegno di Alitalia nello scalo della brughiera potrebbe dunque subire uno stop e Alitalia essere gestita da un uomo che consoce dinamiche e possibili ancore di salvezza.
Ciò detto oggi, 1 agosto, il consigli d’amministrazione di Alitalia dovrebbe dare il via libera alle linee guide di un piano industriale di transizione elaborato dal manager Giancarlo Schisano: previsto l’aumento di capitale con probabile coinvolgimento di Fintecna. Il piano dovrebbe contenere anche interventi finalizzati a ridare fiato alla compagnia e alla sua capacità di stare sul mercato: tra i punti, il riequilibrio delle basi aeroportuali alleggerendo l’impegno su Malpensa, il superamento del vecchio concetto di rete con un ridisegno del network intercontinentale e soprattutto internazionale, puntando tra l’altro ad un point to point di ambito europeo, sul modello ad esempio dei vettori low cost. Secondo gli esperti la sola operazione su Malpensa avrebbe un peso economico di circa 250 milioni di euro, un terzo della liquidità in cassa. Non è detto che il piano entri in vigore subito, però: è probabile infatti che il cda dia il via libera ad indicazioni generiche, soprattutto per non aizzare i sostenitori di Malpensa che vedono nel piano Schisano un scelta “politica” di Alitalia, senza ragioni economiche a supporto.La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
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