«Crisi idrica e rabdomanti? Ridicolo»
Il centrosinistra attacca l’amministrazione. Il sindaco: «Non sono stati spesi soldi dei cittadini, ma accettiamo consigli». In un anno scavati quattro nuovi pozzi
Continua la crisi idrica a Tradate, rubinetti asciutti ai piani alti della città, mentre è sempre in vigore l’ordinanza del sindaco che vieta di bagnare piante e giardini 24 su 24. Inoltre la minoranza politica attacca la gestione della crisi da parte dell’amministrazione comunale: «E’ notizia che il Comune di Tradate si sarebbe affidato ad un rabdomante per individuare un pozzo da attivare per far fronte alla crisi idrica in corso – spiega Luca Carignola capogruppo dell’Ulivo di Tradate -. Se l’Amministrazione comunale si voleva ricoprire di ridicolo, c’è riuscita benissimo. La geniale trovata è tanto offensiva nei confronti di chi soffre la carenza d’acqua ormai da due estati consecutive, quanto inutile. Ci sarebbe poi dell’ingiustificato riserbo sul nome e sul luogo dove si sarebbe esercitato l’esperimento. Noi invece pretendiamo di sapere chi sia questo fantomatico scienziato e, soprattutto, sulla base di cosa è stato incaricato, per capire dove vanno a finire i soldi dei tradatesi».
«I soldi dei cittadini sono stati spesi solo per perizie scientifiche, fatte da esperti geologi – spiega il sindaco Stefano Candiani -. Accettiamo comunque consigli anche da chi si è fatto un’esperienza nella ricerca dell’acqua. I rabdomanti hanno una loro valenza, l’acqua si cercava anche 200 o 300 anni fa quando non esistevano i mezzi di oggi. Ma per questo, ripeto, non sono stati spesi soldi dei cittadini».
Intanto il sindaco spiega che dall’inizio dell’anno sono stati immessi nell’acquedotto 40 nuovi litri al secondo, frutto della manutenzione effettuata sulle perdite dell’acquedotto e dei quattro nuovi pozzi scavati in un anno, di cui uno serve totalmente la nuova piscina.
«Inutile anche continuare anche a scavare pozzi, se le precipitazioni scarseggiano – prosegue Carignola -; bisogna invece frenare lo sviluppo della città, per limitare la domanda, recuperare l’acqua piovana e attivare l’Ato – sul ritardo accumulato, che fa di Varese una delle province messe peggio in Lombardia, Lega e Forza Italia hanno responsabilità ben precise».
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