Dalla Svizzera alla Sicilia: bloccato traffico di armi
Sequestrato un arsenale, arrestato un sottoufficiale dell'esercito. Tra le armi anche la penna pistola di James Bond
A chi è destinata una mitraglietta Spectre con silenziatore? Un’arma micidiale, semiautomatica, capace di sparare a ripetizione in azioni di guerra o di assalto armato, scoperta a Zenna nell’auto di un corriere il 6 giugno. E’ da questa che domanda che ripartono gli investigatori, dopo uno dei maggiori sequestri di armi mai effettuati dalla Procura di Varese: mitraglie, fucili, pistole, munizioni, una bomba incendiaria, e le addirittura baionette, coltelli e le penne pistola alla James Bond.
La maggior parte sequestrato in Piemonte e Sicilia, ma che si sospetta transitato anche da Varese. Le indagini puntano in varie direzioni: coltelli e baionette sembrano per un mercato di collezionisti, alcune mitragliatrici in uso all’esercito svizzero potrebbero essere destinate all’estero, per fucili pistole e mitraglie non si esclude la criminalità organizzata, le penne pistole sono un mistero. Al centro del traffico un siciliano, Francesco Aparo, 45 anni, sottufficiale dell’esercito, originario di Lentini ma residente a Novara. Nella sue abitazioni, sono state trovare la maggior parte delle armi: la Gdf ha informato la Direzione distrettuale antimafia di Catania.
L’indagine della Procura di Varese è diretta dal pm Agostino Abate che ha disposto l’arresto di Aparo e sta indagando su altre tre persone: uno è il corriere, 40 anni, in apparenza un tranquillo impiegato di una società di servizi, incensurato, di Brissago Valtravaglia.
L’indagine parte da lui. Il corriere passa dal valico di Zenna. Ha una Fiat Marea Station Wagon, ma un’aria che insospettisci i finanzieri di Luino; lo perquisiscono e nel vano della ruota di scorta gli trovano la mitraglietta – fabbricazione italiana, ma assemblaggio svizzero – chiusa con un lungo silenziatore irregolare e 1500 munizioni. Le fiamme gialle volano a casa dell’uomo, a Brissago Valtravaglia. C’è altro materiale interessante detenuto illecitamente: 2 fucili a pompa, ancora imballati, una carabina, 2000 munizioni, 2 baionette. Il corriere ha già fatto altri viaggi, sospettano gli inquirenti, e le armi sono di provenienza illecita. Dice di essere un collezionista, ma nessuno gli crede.
L’indagine si allarga: la guardia di finanza tira i fili, cerca riscontri e arriva a quattro persone, sospettate di esser implicate nel sequestro della Spectre. A Cittiglio, a casa di un libro professionista di 46 anni, viene trovato un fucile da bracconaggio con il mirino notturno. Altri due indagati vengono perquisiti a Luino e a Chivasso.
Il grosso è a Novara e a Lentini, nelle abitazioni di Francesco Aparo, ora accusato di detenzione e traffico di armi. Alla fine, la traccia di Zenna, porta a una contabilità che sbalordisce: 33 armi lunghe, 48 revolver e pistole, 108 caricatori, 12.161 munizioni di vario calibro, 4 silenziatori, 1.200 inneschi per munizioni, 31 baionette e pugnali, 774 ogive, 608 bossoli, 1 ordigno esplosivo con innesco a inciampo, 1,7 chili di polvere da sparo, 5 pallini di piombo. A pochi giorni dalla notizia del traffico di armi con l’Iran alla dogana di Como, una scoperta che rimette Varese e i suoi confini al centro delle direttrici criminali.
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