I cancelli del Giffoni? Sono a Sesto Calende

Il comune è l'unico del Varesotto ad avere un rapporto consolidato con il festival dei ragazzi. Ecco l'esperienza di quest'anno e i progetti per il futuro

Oggi, mercoledì 1 agosto, a pochi giorni dal ritorno della piccola delegazione di ragazzi sestesi dal Giffoni Film Festival, l’assessore Mario Varalli ha voluto tirare le somme dell’esperienza, presentando alla stampa  Giovanni Brena, Ruggero Vultaggio e Giacomo Rossetti. I tre ragazzi (età compresa tra i 16 e i 18) hanno fatto parte della giuria dell’importante festival e, ormai, ostentano un preciso gusto estetico per la settima arte, degno di veri critici cinematografici. Questo senza dimenticare, con entusiasmo, i tanti amici conosciuti ad un evento che quest’anno ha attirato la bellezza di 2mila ragazzi da 33 paesi del mondo mondo.

«Questa è una delle attività  culturalmente più qualificanti per il nostro comune, un’esperienza irrinunciabile» racconta l’assessore , che ha accompagnato personalmente i ragazzi al festival. In effetti Sesto Calende può ben vantarsi di essere l’unico comune della Provincia di Varese ad avere un programma attivo per l’invio di delegazioni al Giffoni, cosa che ha fatto ben cinque volte in sei anni. In totale in questo periodo sono stati ben 25 i ragazzi che hanno ottenuto dal comune un’opportunità così arricchente.

Giacomo è decisamente felice di aver approffittato dell’occasione: «I film che abbiamo visto erano veramente belli, racconta il più grande del trio, frutto di una selezione tra centinaia di titoli». Giacomo ha votato proprio per il film vincitore della sua categoria: "Keith", di Todd Kessler, con protagonista l’idolo di molte giovanissime, Jesse McCartney. «Penso che in realtà il film partisse svantaggiato proprio per la presenza di McCartney, sembrava eccessivamente favorito, ma senza lasciarsi influenzare era impossibile ammettere che la trama ha una progressione decisamente bella, oltre alla regia, particolarmente pulita». Di giudizio differente gli altri due giurati, che a "Keith" hanno preferito "Cabeza de perro".

Oltre ad aver visto tanti film, i ragazzi hanno conosciuto decine di attori, registi e personaggi dello spettacolo. Tra i tanti sono piaciuti molto Danny De Vito e, a sorpresa, anche il vincitore dell’Isola dei Famosi Luca Calvani ("Pensavamo fosse un "montato", e invece ha un curriculum da rispettare"). Come si diceva, però, un aspetto fondamentale del Giffoni è quello dell’amicizia, in un contesto così culturalmente positivo, tra ragazzi di tutte le aree d’Italia e del mondo: «Siamo legatissimi ai ragazzi delle famiglie che ci hanno ospitato, rimaniamo in contatto con loro via msn, e siamo proprio contenti di aver fatto questa esperienza» concludono i ragazzi.

Anche Varalli non può che sorridere al ricordo di queste giornate: «Sono rimasto entusiasta, era bello l’ambiente, era bello vedere tutti quei ragazzi. Al pomeriggio si radunavano tutti in un grande prato, e solo vederli assieme era un’esperienza positiva. Sono rimasto anche colpito dal livello delle domande rivolte da alcune ragazze agli ospiti: hanno rivelato un certo gusto e una forte capacità critica».

Visto il rapporto collaudato tra Sesto e Giffoni, ovviamente, l’esperienza non finisce qui, e qualche idea l’assessore l’ha già: «Per la settimana dell’infanzia e dell’adolescenza speriamo di poter allestire una mostra delle foto scattate da Giacomo durante il festival, poi vorremmo presentare qui uno dei film del Giffoni. Vorrei invitare anche Natascia De Rosa, responsabile delle giurie, e magari anche Claudio Gubitosi, se non sarà impegnato all’estero».

In fondo anche Giffoni è una città delle stesse proporzioni di Sesto Calende: la passione per il cinema, evidentemente, non ha dimensioni.

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Pubblicato il 01 Agosto 2007
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