Ore decisive per il Pardo
Ultimi giorni per il festival internazionale del cinema che ha visto passare pellicole di ottima qualità
Quando mancano poche ore alle decisioni delle giurie internazionali, sempre che non siano già giunte ad un verdetto, appaiono assolutamente impossibili previsioni sui vincitori del 60 festival di Locarno. Le opere in concorso infatti, appaiono quasi tutte di alto livello, senza che però nessuna si innalzi nettamente sopra le altre.
Anche la stessa composizione delle giurie, con una discreta presenza di giurati giovani le cui preferenze sembrano difficili da indovinare, contribuisce certamente all’incertezza.
Inoltre, ben 3 dei film del concorso internazionale devono ancora avere la loro prima proiezioni e, secondo molti, anche tra questi potrebbe esserci qualche concorrente attendibile, l’ultimo a venire proiettato dovrebbe essere, sabato alle 13.00, il romeno “restul e tacere” (il resto è silenzio) che sembra poter contare su diversi elementi di solidità per quanto se ne sappia dalle anticipazioni offerte alla stampa.
Tra i film già proiettati si sono segnalati “Slipstream” di cui abbiamo parlato e che, pur non avendo mantenuto appieno le attese, ha raccolto buoni commenti; il canadese “contre tout esperance” ha colpito molto il pubblico, mentre altri film molto attesi (l’algerino “la maison jaune” e lo spagnolo “Ladrones”) sembrano anch’essi avere convinto abbastanza, mentre un’attenzione particolare meritano film attesi per ragioni specifiche: politiche, ad esempio, per “Extraordinary rendition” o legate a fatti specifici come “Sous les toit de Paris”, al centro dell’attenzione per avere, in un certo senso, già vinto un premio visto che l’interprete principale di quello che è quasi un film muto è il Pardo d’Onore di quest’anno Michel Piccoli.
Per il concorso internazionale attende ancora la sua prima anche l’unico film italiano “Haiti Che rie”, previsto nel pomeriggio di oggi, mentre è già stato visto ma non sembra essere entrato nel novero dei favoriti “Tagliare le parti in grigio” altro italiano in con concorso (nella rassegna cineasti del presente).
Detto questo le due giornate appena trascorse sono state, entrambe caratterizzate da aspetti di contorno molto significativi a partire dalle iniziative politiche, di fatto sempre presenti a Locarno.
Amnesty international mercoledì ha manifestato alla “Rotonda” del Festival per i diritti umani in Cina, mentre giovedì ha organizzato allo “spazio cinema” una conferenza stampa assieme a “Reporters sans Frontiere” sulla libertà di informazione; mattatore Vauro Senesi, vignettista de ”il manifesto” e collaboratore di Emergency che ha parlato del pericolo della stampa di perdere la propria libertà per troppa vicinanza col potere, stigmatizzando in particolare i reporter di guerra “embedded”.
Nella serata di giovedì poi, sul palco di Piazza Grande, meno piena del solito causa la minaccia di pioggia (sono ormai tre giorni che le proiezioni serali avvengono in contemporanea al coperto, FEVI e “La Sala” per il tempo incerto), il Festival ha reso omaggio ad alcuni dei grandi che ne hanno fatto la storia: a una decina di registi è stato consegnato un simbolico “pardino” di ringraziamento, tra loro Andreas Staka e Saverio Costanzo, vincitori in tempi recenti, e molti altri.
Due dei grandi che erano stati invitati non sono potuti passare a ritirare il loro premio, così la piazza ha dedicato un ultimo applauso a Michelangelo Antognoni e ad Edward Yang, quest’ultimo avrebbe dovuto presentare il suo nuovo film sulle rive del Verbano ma è scomparso improvvisamente lasciando l’opera incompleta pochi mesi fa.
Da segnalare una chiusura di festival in crescendo, con diverse anteprime nelle varie sezioni ancora attese negli ultimi giorni e con un programma di piazza grande di estremo interesse con il musical “Hairspray” venerdì sera ( cui seguirà “Chicago 10”, come seconda proiezione) e il documentario ironico “winners and losers” previsto per sabato e dedicato alla finale dei mondiali di calcio del 2006.
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