«Porfidio stia tranquillo: qui non si cercano prebende»
Le consigliere dell'Ulivo D'Adda e Pecchini ribattono al collega de La Voce della Città
Sarà forse il caldo, o le correnti delle minoranze variabili, ma il consigliere Audio Porfidio sembra non aver letto con attenzione il comunicato dell’Ulivo.
D’altra parte, l’ironia non è certo il suo forte.
Quel termine inciucio, che tanto lo ha disturbato, altro non era che un titolo autoreferenziale con cui si mimava l’atteggiamento di una certa opposizione che, a corto di argomenti politici, mal sopporta quelli altrui.
Audio dovrebbe sapere che nessuno di noi dell’Ulivo offende, mai. Soprattutto le persone.
Spiace, per il rispetto e l’affetto nei suoi confronti, che Porfidio invece non abbia esitato a ricorrere all’insinuazione, inutile quanto falsa, che mira al discredito personale.
Stia pur tranquillo, il collega consigliere.
Nessuna donna dell’Ulivo risponderebbe positivamente a offerte come quelle che lui vagheggia.
Entrambe le donne dell’Ulivo vivono del loro lavoro, da sempre, e non cercano “prebende”.
Per onestà personale, in primo luogo. E per onestà politica.
Aderiamo con convinzione a un progetto i cui riferimenti ideali e i cui valori non sono merce di scambio.
In nessun caso. Qualunque sia la posta in gioco.
Se Porfidio avesse letto bene il comunicato, lo avrebbe capito: siamo una minoranza a contenuti non variabili, noi.
E perché una prospettiva di questo genere si renda possibile, le persone che la perseguono devono sapere farsene interpreti.
Con immutata stima.
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