Promosso il Malpensa Express, ma portatevi il golf
Dopo la denuncia del lettore siamo andati a verficare le condizioni dei convogli-navetta. Nessun problema, salvo l'eccessiva aria condizionata
Un viaggio in treno sulla tratta Malpensa – Milano Cadorna e ritorno a bordo del Malpensa Express. Non per svago (ci mancherebbe) né per necessità dettate da una prossima partenza (purtroppo), ma per osservare e toccare con mano lo stato dei convogli de LeNord dopo la denuncia di un nostro lettore. Paolo Guarnaschelli, questo il nome di chi ci ha scritto, criticava pulizia e servizi sui treni e a terra, dove, a suo dire, mancano informazioni corrette, grave carenza per lo scalo che vuole essere la porta del Nord Italia. Siamo andati a controllare e la situazione che abbiamo trovato è notevolmente difforme da quella presentataci dal lettore: non vogliamo con questo sbugiardarlo, sia chiaro. I treni e le carrozze cambiano, probabilmente lui è salito su un convoglio “sfortunato”, dove i cestini erano pieni di sporcizia, le pareti ricoperte di scritte e i posti per le valige inesistenti. Su quello preso da noi è filato tutto liscio, a parte qualche piccola magagna (è proprio necessario tenere l’aria condizionata a mille e creare così un clima polare?) e il servizio si è rivelato più che buono.
Il biglietto è caro, questo si sa: andata e ritorno Malpensa – Milano costa la bellezza di 14,50 euro, ma questo è un vizio di molti aeroporti, non solo italiani, che per il trasporto in centro città fissano un obolo da ricchi. Le indicazioni per raggiungere la stazione ci sono, basta seguire le frecce. Il biglietto si timbra nelle apposite macchinette, non prima di aver vagato per trovarne una funzionante e quasi obbligatoriamente dopo aver provato ad infilare il ticket appena acquistato nell’obliteratrice destinata agli abbonamenti. Le cartine della metropolitana di Milano in effetti potrebbero essere più chiare ed aggiornate: l’aggiunta a penna del tratto che arriva a Maciacchini fa sorridere, ma dubitiamo sia stato qualcuno de Le Nord e tantomeno personale di Sea.
Il treno parte in orario all’andata e con 4 minuti di ritardo al ritorno. Le carrozze sono pulite, si notano delle scritte sulle pareti, cancellate nel miglior modo possibile e rese praticamente invisibili. Anche i cestini sono lindi: l’addetto passa a Malpensa e a Milano, puntuale ed efficace. A parte il freddo pungente (senza maglioncino non è consigliabile salire a bordo del Malpensa Express, come per altro di tutti i Taf, i “nuovi” treni de LeNord), come detto va tutto bene, le valige stanno al loro posto davanti alle porte scorrevoli e sono controllate ad ogni passaggio dei controllori: due nomadi con bambini al collo provano a salire a bordo a Saronno, ma vengono bloccate e rispedite a terra perché senza biglietto, con educata energia, alla quale le due rispondono con una sfilza di improperi in un italiano masticato a fatica.
Da parte nostra un sette pieno, dunque, per il Malpensa Express. Se paragonato alla grave insufficienza che il nostro lettore affibbia al treno de LeNord, il quadro non è idilliaco: qualcosa da mettere a punto c’è, faremo altre verifiche. Magari siamo stati particolarmente fortunati, o forse è il nostro lettore ad essere incappato in un viaggio jellato.
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