Tre traguardi per ripartire alla grande

Il ritorno a Varese per l’ultimo saluto a un caro amico mi ha fatto incontrare una città diversa: traffico, rumore e relativo accessorio, l’inquinamento, decisamente attenuati; strade e piazze restituite al fascino della quiete e della vivibilità degli Anni 60; infine una serenità quasi palpabile nella gente che si godeva Varese muovendosi senza la fretta di sempre.
Il tutto nella cornice di un ambiente, di una natura che la luce di agosto presentava nel loro massimo splendore.
Ripartendo mi sono augurato che da questa città tanto diversa abbiano potuto trarre sollievo i meno fortunati – quest’anno con ogni probabilità più numerosi del solito –
che non hanno potuto andare in ferie.
Pensando invece alla ripresa delle attività, che ci restituirà una Varese sicuramente meno godibile, alle prese con i problemi e i ritardi lasciati in eredità dallo sconquassato Lega-Destra di Palazzo Estense, mi sono anche chiesto se la comunità, per il tramite delle istituzioni che si è scelta, saprà tagliare i tre traguardi importanti che il 2008 le avrà proposto: i campionati del mondo di ciclismo, il decennale dell’autonomia dell’Università dell’Insubria e quello dell’ avvio del nuovo aeroporto di Malpensa.
Anche se devastato dal doping il ciclismo ha ancora una forte presa sulla gente e il “mondiale” è una vetrina importante. Varese potrà far conoscere di più e meglio il suo magnifico territorio, la sua capacità organizzativa e imprenditoriale, la legittimità dell’aspirazione a una scalata nel pianeta turistico.
L’approdo felice a un “mondiale” ricco di immagine deve avere alle spalle una navigazione fatta di scelte sensate e corrette, che non graffino il patrimonio ambientale e tengano fuori dalla porta le speculazioni.
Un esempio semplice: via libera a nuovi alberghi solo se potranno essere costruiti in tempo. In caso di ritardi o di rinunce le aree individuate non possano avere altra destinazione. Cioè restino patrimonio verde.

Varese non aveva mai amato l’Università: oggi le cose vanno meglio, ma sin dalla sua nascita – siamo agli Anni 70 – Il Comune non l’ha mai considerata una priorità.
L’ateneo ha invece avuto sempre protezione e aiuto dalla Provincia e da pochi cittadini illuminati, l’avvocato Giovanni Valcavi in testa.
Malpensa è il presente e il futuro del lavoro nostro e di grande parte del Nord. Innanzitutto va difesa dall’attacco dei fannulloni di Roma, che già si sono presentati con il dissesto di Alitalia, poi va agevolata nel suo sviluppo tenendo conto anche delle esigenze di una realtà territoriale alla quale già sono stati chiesti parecchi sacrifici.

Per la città, per i suoi amministratori, per le sue non poche intelligenze il 2008 rappresenta dunque tre grandi occasioni da cogliere al meglio. Potranno essere tre successi che incideranno profondamente in diversi settori economici e in campo culturale. Senza dimenticare che pure l’ateneo è una grande azienda pubblica. Un’azienda, a differenza dell’ospedale, sempre in mani sicure perché di tecnici. Quelli che la politica ha cacciato dalla sanità. In modo diverso, la casta colpisce sempre.

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Pubblicato il 20 Agosto 2007
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