Cocaina con destinazione Varese: arrestato corriere a Malpensa

Un chilo di sostenza divisa in 77 ovuli viaggiava nella pancia di un ghanese. Sospetti e indagini sul traffico nel territorio

Lo aspettavano a Malpensa, portava cocaina, destinata alla Provincia di Varese. Un chilo di “neve” che avrebbe probabilmente alimentato il mercato degli stupefacenti locale ma che è stato invece intercettato da un’operazione della Digos di Varese e della Polaria. E rispetto ai fermi giornalieri dell’aeroporto, quello del 30 agosto, reso noto oggi, ha un’interesse particolare per Varese e provincia: gli inquirenti hanno seguito e filmato chi presumibilmente aspettava il corriere, personaggi sospettati di smercio di cocaina nel Varesotto. L’episodio alimenta un filone di indagine che per ora la questura tiene nascosto ma che non si interrompe con l’arresto del trafficante bloccato.
La droga viaggiava nello stomaco e nell’intestino di un ghanese di 30 anni, regolare e residente in Emilia, ma proveniente con un volo da Lagos (Nigeria), una tratta che fa scalo ad Accra, la capitale del Ghana, e che è da tempo uno degli snodi di smistamento della coca sudamericana, sempre alla ricerca di nuovi canali per raggiungere il mercato degli assuntori del ricco occidente. La Polaria presidia da tempo i cancelli di quel volo e solo nello stesso aereo del corriere ha bloccato due nigeriani con passaporti falsi. Ma sono stati almeno 700 i controlli andati a buon fine lo scorso anno, e non pochi i corriere della droga che cercano di guadagnare qualche migliaio di dollari con il metodo degli ovuli nella pancia, e poi spediti a espellere le prove all’’ospedale di Gallarate. E’ quello che è successo anche in questa occasione. Il ghanese aveva 77 ovuli – pistolotti bianchi da dieci centimetri l’uno –  15 grammi ognuno, un chilo il totale, cocaina con percentuali di purezza molto elevata, che al dettaglio può tranquillamente triplicare il valore.
La Polizia ha arrestato il corriere grazie a un controllo in frontiera: solito cliché, il controllo documento, il nervosismo stampato sul volto, poi la scoperta nella valigia di indizio: un medicinale astringente per evitare di espellere gli ovuli prima del tempo. La Polizia chiede al magistrato il permesso di effettuare una lastra, il giovane viene trasportato a Gallarate presso la sala dedicata alla scoperta degli ovulatori, da tempo attrezzata in questo senso, la lastra rivela gli ovuli e da allora il corriere è sotto osservazione medica in attesa che restituisca l’intero quantitativo ingerito. E a Varese c’è un chilo di cocaina in meno per le strade.

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Pubblicato il 03 Settembre 2007
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