“Siamo le Cinque Terre del Lago Maggiore”

Il sindaco Paolo Gozzi invita a scoprire il sentiero che costeggia il lago e risponde a un lettore di Varese News: «Nessun progetto edilizio per le Fornaci ma solo un lavoro di recupero»

Non sarà famoso come quello di Monterosso ma anche in riva al Verbano un sentiero ha le carte in regola per fare da corrispondente varesino a quello ligure dell’amore. A Ispra, dalla zona della Quassa subito dopo la "fontana solforosa", parte infatti un cammino di oltre quattro chilometri che costeggia la sponda isprese del Lago Maggiore fino ad arrivare al "Lavorascio", una zona pianeggiante a confine con l’area naturalistica della Bozza di Brebbia.
Un cammino che il sindaco del piccolo comune, Paolo Gozzi, invita a scoprire rispondendo "dal vivo" a una lettera arrivata la scorsa settimana in redazione. In quella mail un lettore chiedeva chiarimenti riguardo la chiusura di un accesso al lago nella zona delle Fornaci. «Non si tratta di speculazioni edilizie – ha spiegato Gozzi – ma di un lavoro di ristrutturazione che è già stato completato. Probabilmente l’accesso al lago era stato bloccato per alcuni giorni durante i lavori, si trattava di un intervento volto proprio a valorizzare questo patrimonio e non ad allontanare i visitatori».

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In zone diverse, quasi sempre a pochi passi dal lago, sorgono ancora i resti delle fornaci dove, a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, veniva lavorata la calce estratta in paese. Lo sfruttamento più intenso durò alcuni decenni fino al 1960, anno di chiusura dell’ultima fornace. Negli anni successivi alcune sono state demolite, altre trasformate in residenze e altre ancora recuperate come elementi di archeologia industriale. Tra le idee dell’amministrazione c’è anche perciò anche quella di recuperare, con l’aiuto dei privati, il patrimonio storico dei vecchi forni ispresi. «Ci piacerebbe creare una specie di ecopercorso per valorizzarle – ha commentato Francesco Maurone geometra dell’ufficio tecnico del Comune -. Da anni stiamo lavorando per rendere unico il nostro lungolago. A volte si lodano altri luoghi d’Italia e ci si dimentica che anche nella nostra provincia ci sono angoli unici che alcuni addirittura non conoscono».

Il sentiero che costeggia il lago passa per il "Porto dei Galli" da poco risistemato. «Nel suo primo tratto, quello che arriva fino al "Porto Vecchio" di largo Colombo – ha aggiunto Maurone – c’è un’illuminazione a proiettori studiata per dare una luce diffusa e creare un’atmosfera particolarmente intima e accogliente. È un luogo molto romantico». Per l’area del Porto Vecchio di piazza Rapazzini è previsto un progetto di riqualificazione che prenderà il via il prossimo anno mentre stanno per iniziare i lavori di sistemazione del tratto che va dal porto al circolo velico in via Vespucci. Da lì il sentiero prosegue lungo un percorso di pietre creato negli anni Ottanta che costeggia il lago e che conduce al Parco delle Fornaci.

«L’acqua qui è limpida, è uno dei tratti più puliti del lago – racconta il consigliere comunale Sergio Mainetti -. È un luogo interessante anche dal punto di vista ambientale: è uno dei pochi dove i coregoni vanno in frega. Non a caso la nostra costa, insieme a quella di Ranco rientra nell’area di un parco naturale».
Dal parco delle Fornaci il cammino diventa un po’ ripido e meno delimitato e conduce fino alla punta di Ispra per poi scendere e terminare nella zona protetta del canneto del "Lavorascio".

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Pubblicato il 03 Settembre 2007
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