Test d’ingresso truccati? “A Varese ci sono i controlli”

Il preside della facoltà di Medicina dell'Insubria e il rappresentante degli studenti assicurano: "Qui i problemi sono altri"

Risposte suggerite al cellulare con auricolare bluetooth, veri e propri gruppi d’ascolto a disposizione degli studenti durante l’esame. Questo è lo scandalo (cui si sommano i 30mila euro per assicurare il superamento della prova) dei test di ammissione a medicina. Quest’anno sarebbero almeno 50 gli studenti che hanno pagato per accedere alla facoltà, ma potrebbero essere di più.

Ma come viene presa l’idea all’Insubria di Varese? Si parla di irregolarità o è tutto tranquillo? Si accetta l’istituzione dei test d’ingresso in corsi come medicina e odontoiatria, o si spera in soluzioni più morbide? «L’idea di abolire i test d’ingresso mi sembra un po’ folle», ammette il rappresentante degli studenti varesini di medicina Tommaso Giacomo Mascarello, «Mi chiedo a questo punto come sarebbe possibile garantire un servizio didattico efficace a numeri così grandi di studenti. La vera barriera di chi si iscrive a medicina, oggi, non sono i test d’ingresso ma i costi. Siamo in uno dei paesi con meno borse di studio al mondo, e mantenersi sembra impossibile».

I veri problemi degli studenti, almeno a Varese, sembrano diversi quindi… «Tutti parliamo male di questi test», prosegue Mascarello, «Eppure anche negli Stati Uniti esistono dei colloqui di ammissione. Sarebbe interessante dare un peso maggiore anche ai risultati di maturità, stando però certi che anche quei punteggi siano obiettivi».

Ma a Varese la regolarità è assicurata? «A Varese credo che i controlli ci siano. Quando ho fatto il test d’ingresso io mi ricordo che una mamma ed una figlia si erano scambiate il test, e vennero cacciate fuori. Anche nel 2000 c’è stato un caso di un test annullato. In ogni caso credo ci vogliano delle regole di sorveglianza precise perché queste situazioni lasciano spazio all’infrazione. Tutti sappiamo, tra l’altro, che al giorno d’oggi basta un’antenna per bloccare le reti cellulari in una stanza».

La conferma di una prassi rigorosa arriva anche dal preside della facoltà di Medicina di Varese Paolo Cherubino: «Se non li avessi letti non ci avrei creduto – commenta il riferendosi ai metodi usati per copiare ai test – mi sembrano espedienti fantascientifici. La nostra facoltà si attiene rigorosamente alle regole dettate dal Ministero, per cui la busta rimane sigillata fino al momento ufficiale dell’apertura. I nostri ragazzi vengono minuziosamente controllati all’ingresso e viene sequestrato qualsiasi apparecchio di comunicazione. Se uno studente viene sorpreso con il cellulare è allontanato. Io, inoltre, non ho mai permesso a qualcuno di fare pressioni per favorire qualcuno, per cui posso assicurare la regolarità dei test all’Insubria».

Per quanto riguarda la necessità di ricorrere ai quiz per selezionare i ragazzi, però, il preside mostra qualche perplessità: «Sicuramente è necessario porre un limite all’ingresso degli studenti in facoltà perchè non esistono risorse sufficienti ad assicurare un’adeguata preparazione a tutti, tra aule, laboratori e posti letto in ospedale. La formula dei test corretti da un computer, però, è eccessivamente asettica e non permette di mettere in risalto quelle doti di umanità, capacità comunicativa e tolleranza che sono basilari per diventare buoni medici Questo sistema, per esempio, favorisce moltissimo gli studenti che arrivano dal liceo scientifico a discapito di quelli usciti dal classico. Questi ultimi, però, sono molto più portati al ragionamento clinico. La prova è disumanizzata».

Ed ora come risolvere il pasticcio della prova di quest’anno? Il rappresentate di medicina è discretamente salomonico: «Credo sarebbe il caso di rifare il test in tutta Italia, e il più presto possibile. Questo perché ci sono state delle irregolarità, e anche per le domande con le risposte errate diffuse dal Ministero. Comunque non ho ricevuto segnalazioni di scontento o problemi di questo tipo in Insubria».

Al momento la Guardia di Finanza sta esaminando tutte le prove scritte dei tre atenei, potrebbe quindi volerci del tempo per conoscere gli ulteriori sviluppi. Non solo, la prova di medicina di quest’anno è stata particolarmente sfortunata, visto che due domande del test (redatto dal Ministero) non avevano una risposta esatta tra le opzioni disponibili.Tutta questa confusione, ovviamente, sta riaprendo il dibattito tra gli studenti, in particolare per quei gruppi che da sempre hanno ostacolato il principio dei test d’ingresso, come Unione degli Universitari. Il sindacato studentesco ha convocato una manifestazione davanti al Miur (Ministero dell’Università e della ricerca), che si terrà il 18 settembre.

 

I ministero nel frattempo ha fatto sapere di non voler annullare le prove di ingresso a Medicina e Odontoiatria, nonostante lo stesso dicastero abbia ammesso sul proprio sito di aver annullato due degli 80 quesiti per la prova di Medicina, perché formulati in modo scorretto. Sembra invece più probabile che si scelga la via dell’annullamento dei test in quegli atenei in cui "ci saranno le prove del fatto che si sono verificati dei problemi veri e propri".

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Pubblicato il 12 Settembre 2007
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