Pd, sindaco azzurro vota il suo vice candidato con Veltroni
Intercettato fuori dal seggio ha ammesso: “Ho votato per premiare l’impegno della mia vice”
Lui, sindaco al secondo mandato a guida di una lista civica, ma esponente di Forza Italia, partito di Berlusconi col quale è stato anche consigliere provinciale. Lei, sua “fedele” vice della prima ora ma dall’altra parte della barricata, tesserata nei Ds. Fino a qui una delle tante storie di politica locale, che dimostrano come spesso gli equilibri della politica nazionale per amministrare un piccolo comune di 800 persone come Orino, in Valcuvia, centrino poco. Tutto normale quindi? Non proprio, perchè questa mattina, al seggio del collegio 2 di Gemonio il sindaco di Orino, l’azzurro Dario Clivio si è presentato con la sua scheda elettorale per le primarie del pd, annunciando il voto alle consultazioni regionali per la lista “Democratici Lombardi per Veltroni e per Martina”: la seconda della lista era proprio la sua vice, Alessia Chiesa, diessina. Nessuno al seggio si è stupito, salvo quando la candidata ha incrociato il sindaco fuori dai seggi complimentandosi per la “scelta” del capo.
Sindaco ma cosa è successo, ha preso una “sbandata” per il Pd? «Non sono sindaco da sbandate, tanto più quando si parla di politica – spiega il primo cittadino -. Ho colto l’opportunità di dire la mia sul nascente partito democratico. Anche se non sono di quella parte politica non vedo cosa ci sia di male a scegliere quale debba essere il prossimo avversario del centrodestra. Perfino l’ex Presidente Francesco Cossiga lo ha fatto (ha votato per Letta nda), specificando che il voto per le primarie non determina l’automatica adesione al Pd». Ma forse il vero motivo che ha spinto il sindaco a votare per la sua vice è un altro. «Ho da sempre apprezzato la passione politica con cui la mia vice ha difeso le sue convinzioni – spiega Clivio. Quindi, anche se non era possibile esprimere una preferenza, ho scelto di votare per lei, che è seconda nella lista al regionale. E dirò di più: le ho pure fatto campagna elettorale, tant’è che mi risulta che molti componenti dell’amministrazione comunale hanno votato come me».
Ma almeno l’euro lo ha messo? «Certo – conclude – . A dire il vero ne ho messi cinque. E ho lasciato il resto».
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