“Caro ministro ti scrivo: quell’autosilo è uno scempio”

Vicenda di piazza Vittorio Emanuele II: il presidente di Legambiente Busto fa appello al ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli da Andrea Barcucci, presidente del circolo Legambiente Busto Arsizio, in merito al progetto di creazione di un autosilo sotto piazza Vittorio Emanuele II, con conseguente spostamento di un monumento ai caduti di interesse storico.

Spettabile Ministro Rutelli,

chi scrive è un piccolo difensore della più grande ricchezza patria, lo smisurato patrimonio storico e artistico italiano, nel quale allignano la maggior parte relativa dei beni culturali del pianeta Terra. Da oltre dieci anni svolgo la mia attività di volontariato ambientale in Legambiente, nel cui locale circolo sono giunto ad essere Presidente, da tre anni esatti.

Le scrivo per renderla partecipe ed informato di quello che si sta concretizzando nella nostra ridente città. In una piazza colma di storia, già sede di tribunale ed ora delle civica galleria d’arte e biblioteca, piazza Vittorio Emanuele II, una potente lobby sta cercando di pervenire ad un assurdo scempio ambientale: lo scavo di un grande parcheggio sotterraneo da 340 posti auto con cinque piani interrati.

Le allego un breve sunto, ritagliato da un giornale telematico locale, perché se ne renda conto compiutamente. Di mio le offro alcuni spunti personali.

Le “quattroruote” pervadono da decenni le nostre vite, dando gioie e dolori. Noi ambientalisti siamo chiamati sempre più frequentemente a doverne evidenziare i difetti. Scendendo nel concreto, Le faccio sapere che la nostra città dista solo trenta chilometri da Milano, con la quale vive da sempre un complesso di inferiorità; e non potrebbe essere altrimenti. A differenza della metropoli lombarda, qui l’urbanizzazione postbellica si è fatta con molti garages e parcheggi, non solo con palazzi e strade. Per questo Milano deve, a parere delle sue ultime amministrazioni, dotarsi di numerosi parcheggi sotterranei. Lei conosce di certo questa storia, in verità sciagurata, per la quale si è ordinato di scavare parcheggi sotterranei persino davanti alla Basilica di sant’Ambrogio, inestimabile monumento dello stile romanico lombardo.

Questo per dirle che i miei concittadini subiscono l’influenza deleteria di siffatti cattivi esempi, e con piglio imprenditoriale lesti si avviano a copiare le truci architetture milanesi, senza badare se ciò sia corretto per la nostra città. Milano insegna come obbligo morale, parrebbero affermare silenziosi i produttori di codesto progetto devastante ed illusorio.

Come tecnico del modo ambientalista, da parte mia, voglio farLe presente che di questi giri di valzer culturali e profani le Sovrintendenze ai beni culturali non danno molto peso; mi sembra che non si dispiacciano e curino di quel che avviene sotterraneamente, salvando l’immagine esteriore della antica piazza. Su tale giudizio degno di Ponzio Pilato preferirei sorvolare, salvo annotare che la sporcizia nascosta sotto i tappeti non cessa di essere tale occultata al normale sguardo superficiale.

Ai nostri giorni, la situazione si è trascinata con le attuali vicende. Alcuni gruppi sociali e politici hanno tentato e continuano a tentare una resistenza forte al progetto. E’ possibile che la città sia chiamata a esprimersi con un referendum solamente consultivo, chiesto dai succitati gruppi, fermo restando che eventuali atti già stipulati metterebbero “in cassaforte” il destino della piazza e del silos interrato.

A buon intenditore poche parole, caro Ministro Rutelli; non esporrò l’impatto automobilistico su un fragile piccolo centro storico, né i danni prodotti dagli scarichi delle auto ai cittadini, né l’eternità delle costruzioni interrate in cemento armato. Chiudo qui il mio foglio, auspicando che Lei ed il Ministero trovino qualche buon tempo utile a verificare quello che Vi ho descritto, e, ponderata la situazione, possiate muovere le Vostre autorità per dissipare queste buie vicende edilizie, a Busto Arsizio così come nelle altre piazze italiane, il centro da cui si sono originate la nostra storia ed il nostro vivere civile.

Cordiali saluti.

Andrea Barcucci, Presidente

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Pubblicato il 05 Novembre 2007
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