Per Fabrizio Macchi una vita “più forte del male”
Giovedì 29 novembre appuntamento in biblioteca con il ciclista che dopo un tumore scelse di farsi amputare una gamba per avere ancora una vita da vivere
Fabrizio Macchi, una vita per lo sport, una vita per il ciclismo. Niente lo ha mai fermato, nemmeno quando a 16 anni gli è stata tagliata una gamba a causa di un tumore, decisione che lui stesso ha preso per continuare ad avere una vita. Fabrizio, varesino doc, ma ormai conosciuto per le sue imprese, tra cui record dell’ora su pista, numerosi mondiali vinti, sarà presente in biblioteca a Tradate giovedì 29 novembre, alle 21, per presentare il libro sulla propria vita, dal titolo “Più forte del male, la mia sfida contro ogni limite”, edito da Piemme. Si tratta della prima presentazione in provincia di Varese per il campione di ciclismo.
La storia, scritta in prima persona, è raccontata direttamente da Fabrizio, come se parlasse a suo figlio, avuto da poco. Si parte prima del tumore, la sua “prima vita”: Fabrizio è un ragazzo come altri, che vive la sua infanzia a Varese, tutto preso dai giochi, dagli amici e dalle corse all’aria aperta. Finché a tredici anni un ginocchio comincia a fare male. Non è una botta, come i medici pensano all’inizio, ma un tumore osseo, che porta Fabrizio, all’epoca tredicenne, a un calvario ospedaliero di anni, segnato da 17 operazioni chirurgiche e 20 cicli di chemioterapia. Sofferenza e dolore indicibile. E inutile. Perché alla fine il tumore è sempre lì.
Finché Fabrizio sceglie di farsi amputare la gamba, per smettere di soffrire e tornare libero. Inizia così quella che lui stesso chiama la sua “seconda vita”. Ma non è facile. Il pregiudizio, l’handicap, le difficoltà appaiono ostacoli insormontabili. Finché Fabrizio decide: per avere il meglio, occorre puntare in alto. Non accontentarsi di una vita "normale", ma viverne una straordinaria. A distanza di vent’anni, Fabrizio ha realizzato il suo sogno: diventare un campione nello sport – con medaglie e trionfi alle paraolimpiadi di ciclismo, con tre maratone di New York alle spalle – e nella vita – testimonial a livello internazionale per i diversamente abili.
Durante la serata Fabrizio sarà presentato e intervistato dal giornalista Damiano Franzetti.
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