Puzza in paese, 200 firme e un esposto in procura
«Quell'odore ci fa stare male»: le richieste di chiusura del depuratore di Cittiglio da parte dei cittadini
Odori molesti, ma non solo; malessere psico-fisico, nausee, mal di testa e duecentoventitrè firme di cittadini che sostengono di aver accusato problemi di respirazione da quando il depuratore di Cittiglio, nell’area ex-Fraschini, ha cominciato a lavorare. Questo e altro è contenuto nell’esposto alla Procura della Repubblica di Varese inoltrato dai cittadini di Brenta che vivono proprio di fronte al depuratore che oggi non è più in funzione in quanto fermato su ordine della Provincia. La data dell’esposto è del 28 settembre, in tempi non sospetti, quando il depuratore ancora era in attività.
I cittadini avevano denunciato con tanto di rilevazione giorno per giorno il problema olfattivo che si presentava ai loro nasi, chiedendo alla magistratura di effettuare un serio controllo delle sostanze inquinanti e, se necessario, interrompere da subito l’attività di depurazione. Inoltre avevano chiesto di far installare apparecchiature per un monitoraggio e di porre rimedio, definitivamente, alle molestie olfattive; di verificare le responsabilità che hanno portato a questa insopportabile situazione. I cittadini chiedono, dunque, che si indaghi sul tipo di acque che sono state "lavate" in quel depuratore, quali inquinanti si sono liberati nell’aria e che cosa comporta questo per la salute umana. Per alcuni anni questi odori hanno persistito in tutta l’area e sono stati respirati dalla gente che nei dintorni abita.
L’azienda Acquatech ha sempre dichiarato di poter depurare – carte alla mano che certificano l’impianto – acque di fognatura da consumo umano e acque industriali che nel suo caso provenivano da alcune aziende di Orta che producono rubinetteria nella quantità massima consentita di 90 metri cubi al giorno. Ora lam palla passa alla Procura della repubblica. Lo stesso sindaco di Cittiglio Giuseppe Galliani aveva dichiarato recentemente che la zona andrebbe bonificata completamente perchè altamente probabile un inquinamento da cromo e arsenico nella zona attorno all’ex-conceria. La presenza di una falda acquifera poco sotto e di un affluente del Boesio rendono l’appello dei cittadini nauseati ancor più preoccupante.
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