«Ex Fornace, il problema non è politico»
Il consigliere di Forza Italia, Gianluigi Margutti, interviene dopo le dichiarazioni del sindaco in seguito al consiglio comunale dove è stata ritirata la variante definitiva al piano di recupero
«Non si alzi un polverone da bar, non è un problema politico, ma di legittimità e linearità con le norme». Si infiamma la polemica sul piano di riqualificazione della ex Fornace, dove sorgerà un grande parco polifunzionale. Il consigliere comunale di Forza Italia, Gianluigi Margutti, durante l’ultimo consiglio comunale in cui si sarebbe dovuta approvare la variante definitiva al progetto di recupero, ha esposto, insieme alla minoranza, le proprie perplessità. Il progetto è stato così ritirato e il sindaco Candiani ha definito il problema, una questione politica all’interno di un partito della maggioranza, appunto Forza Italia. Ora Margutti torna alla carica per spiegare la propria posizione: «Se la variante per la ex Fornace fosse stata a posto, se avesse avuto ogni questione bene inquadrata, se fosse in regola con “scienza e coscienza”, allora il sindaco, che ha trattenuto per sé anche la delega all’urbanistica, avrebbe dovuto procedere senza alcun rinvio e senza perdere tempo. Queste informazioni le ha però solo lui, che ha gestito la variante assieme ai suoi consulenti. Siccome non ho ancora venduto il cervello a nessuno, vorrei capire meglio, perché sono molto perplesso che il funzionario responsabile dell’urbanistica abbia dichiarato di non avere mai istruito la pratica. Perché?»
«Va ricordato che già una variante era stata ‘abrogata’ qualche mese fa – continua Margutti -, perché tecnicamente zoppa. Quest’altra non ha risolto i dubbi: su un intervento di tale entità (anche economica – oltre 50 milioni di euro), mi risulta che debba essere attivata la conferenza di servizio con la Regione Lombardia. Le mie obiezioni sull’appesantimento della viabilità erano infatti già emerse nel documento del Piano Urbano del Traffico, che evidenziava a chiare lettere sofferenze della circolazione in alcune ore della giornata. Si vedrà in futuro quale sarà il reale impatto di questa struttura: può anche essere che tutto sarà fluido e lineare».
«Le dichiarazioni che ho letto, sollevano solo polvere – conclude il consigliere di Forza Italia -, e non affrontano neppure uno dei problemi della ex Fornace e quindi non mettono i consiglieri comunali in situazione di serenità e tranquillità di voto. La mia iniziativa conoscitiva sulla ex Fornace era stata comunicata serenamente e preventivamente al coordinatore cittadino di Forza Italia e con lo stesso era stata valutata. Ho pertanto svolto il mio ruolo di consigliere comunale con libertà. Se invece qualcuno, proprio ora, vuole sollevare problemi politici, lo faccia pure. Non ho siglato alcun accordo politico sulla questione ex Fornace, come sulle decine di precedenti varianti gestite dal Sindaco. Per tutte queste vale il principio che ogni atto deve essere in linea con le norme. Ho chiesto solo di verificarle. Dà fastidio al primo cittadino chi mette il naso in questioni della Città? Siccome devo votare anche io, voglio essere assolutamente tranquillo. Giusto un paio di anni fa, sono stato tirato per i capelli in questioni che appena appena conoscevo, ma che erano invece ben conosciute dal sindaco. Non voglio succeda un’altra volta».
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