“I giganti della montagna”, il “mito” incompiuto di Pirandello

Al Condominio Vittorio Gassman venerdì 7 dicembre alle 21 la profetica visione del grande autore siciliano sulla crisi del teatro con la Compagnia Lombardi-Tiezzi

E’ chiaro che lei non può aver segreti per nessuno, nemmeno quando sogna. E poi, spiegavo alla Contessa che questa è anche una prerogativa della nostra villa. Sempre, con la luna, tutto comincia a farsi di sogno sulla terra, come se la vita se n’andasse e non rimanesse una larva malinconica nel ricordo. Escono allora i sogni, e quelli appassionati pigliano qualche volta la risoluzione di passarsi una corda attorno al collo e appendersi a un albero immaginario. Caro giovanotto, ognuno di noi parla, e dopo aver parlato, riconosciamo quasi sempre che è stato invano, e ci riconduciamo disillusi in noi stessi, come un cane di notte alla sua cuccia, dopo aver abbaiato a un’ombra. 

Sono affidate al personaggio di Cotrone, detto “Il Mago”, a colui che assume il ruolo impossibile di cercare di dare una risposta, una motivazione alla crisi del teatro, queste parole che Luigi Pirandello scrisse nelle ultime pagine del suo incompiuto dramma “I Giganti della Montagna”, in scena venerdì 7 dicembre alle 21 al teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate all’interno della stagione teatrale della Fondazione Culturale “1860 Gallarate Città” onlus, nella versione del Teatro di Roma e Compagnia Lombardi-Tiezzi. 

Per la regia di Federico Tiezzi e drammaturgia di Sandro Lombardi, vede sul palco, oltre allo stesso Lombardi (nei panni di Cotrone), Andrea Carabelli, Silvio Castiglioni, Roberto Corradino, Marion D’Amburgo, Iaia Forte, Clara Galante, Aleksander Karlic, Ciro Masella, Massimo Verdastro, Alessandro Schiavo e Debora Zuin, l’opera raccoglie e propone al pubblico gli interrogativi che erano dello stesso Pirandello sul senso e lo scopo del teatro, su quale linguaggio fosse più di ogni altro in grado di combattere e scardinare l’omologazione, sul ruolo dell’arte in una società che ha dimenticato la classicità, l’antichità. E, soprattutto, che ha dimenticato l’arte della comunicazione teatrale. Domande che restano aperte e alle quali lo spettatore dovrà da solo trovare le risposte, in una magia e una difficoltà che non si concludono con il calare del sipario, ma che proseguono e devono, nelle intenzione del grande autore siciliano, continuare a far discutere il pubblico “dal di dentro”. 

“I Giganti della Montagna” viene a pieno titolo considerato un “mito” teatrale dai molti interrogativi e offre al contempo una visione quasi “profetica” – e dunque attualissima – della situazione in cui il teatro si trova anche adesso: rimasto incompiuto per la morte di Pirandello, fu il figlio a tentare una ricostruzione di quanto mancava, e venne portato sulle scene in varie versioni.  

Il finale proposto a Gallarate è di Franco Scaldati. Arcaico, capace di miscelare elementi fantastici e fiabeschi con visioni che nulla tolgono al ritmo teatrale, “I Giganti della Montagna” vede approdare una compagnia di commedianti a una misteriosa villa sperduta  in mezzo alle montagne, dove sono riuniti alcuni “Scalognati” che vivono di sogni al seguito di Cotrone. I commedianti devono esibirsi davanti a una comunità rozza e materiale, quella, appunto, dei Giganti del titolo, protagonisti invisibili eppure sempre presenti dell’intera opera, detentori del potere e capaci di esercitare la manipolazione delle coscienze. Gli Scalognati tentano di spaventare i commedianti, ma questi credono che si tratti solo di riusciti trucchi teatrali…

Lo spettacolo utilizza linguaggi diversi: recitazione, musica, arte visiva, immagini proiettate, danza, in un gioco che ricorda a volte Fellini e Pasolini e che sottolinea la centralità e l’insostituibilità culturale del teatro, a cui viene innalzato un appassionato e struggente canto d’amore.

Un’importante parentesi di prosa dunque per il teatro Condominio Vittorio Gassman di Gallarate, dopo l’entusiasmante successo, la scorsa settimana, del concerto per piano solo di Ludovico Einaudi e il recital natalizio di Katia Ricciarelli accompagnata dall’Ensemble Archi della Scala. Mentre si attende la grande scena internazionale del Balletto di Mosca, venerdì 14 dicembre alle 21, con “Il lago dei Cigni”: un appuntamento che già registra il tutto esaurito

Informazioni e prenotazioni dei biglietti per “I Giganti della Montagna” (in vendita tra i 20 e i 30 euro) e per gli altri spettacoli in cartellone nella stagione teatrale possono essere chieste alla Fondazione Culturale di Gallarate in via Palestro 5 fino a venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 19, oppure telefonicamente dalle 16 alle 17 al numero 0331 784140.

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Pubblicato il 05 Dicembre 2007
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