In assemblea per ricordare il prof, tra silenzi e lacrime

Gli studenti dell'Isis Stein si sono raccolti in aula magna per dare un senso alla notizia della morte del loro professore

«I ragazzi non erano pronti. Nessuno è pronto in questi momenti, ma loro sono particolarmente disarmati» Domenico Squillace , preside dell‘Isis Stein di Gavirate dove insegnava Fabio Della Bordella, ha appena concluso un incontro con gli studenti del "prof di storia e filosofia". Tutti in aula magna, con gli occhi pieni di lacrime per cercare una chiave di lettura a questa incredibile tragedia.  Ammutoliti, gli studenti del corso A e della V C del liceo hanno ascoltato il preside che li invitava, invano, a dar voce al loro sordo dolore: «Non ci riuscivano, erano così schiacciati dalla notizia che non hanno potuto reagire. Allora gli ho chiesto di rientrare in classe e di provare a scrivere, singolarmente o a gruppi, cosa provavano. Quei pensieri, li affideremo al blog, proprio quello strumento accudito con tanta passione da Fabio».

Anche il dirigente, al suo primo anno alla guida dell’istituto gaviratese, è particolarmente provato: «Un preside non sempre ha degli amici, ma con Fabio dividevamo molti interessi. Ci conoscevamo da più di un anno e si era instaurata subito una grande amicizia. Il suo entusiasmo, la sua voglia di fare lo rendeva giovane e vicino agli studenti. La sua passione per la tecnologia aveva contribuito a migliorare anche gli aspetti della didattica, come i "podcast", le lezioni scaricabili  di filosofia che avremmo voluto utilizzare come strumento per recuperare i debiti. Un progetto che ora porteremo avanti, perchè ci credevamo tutti, grazie alla sua passione».

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Ad Attilio e Fabio, istruttori ed arrampicatori di formidabili capacità, ricordiamo i versi che Mauro Maconi, meteora luminosa della poesia come dell’alpinismo varesino, mancato pochi anni fa, aveva dedicato ai suoi maestri e compagni…

O se vi vedo ragazzi
e se l’errore del sogno
fosse l’impropria luce
che mi fa vostro padre
e vostra fertile terra
calzandole come un gigante
e l’ombra dei nomi forma
le cose recito il rosario
della gioia sgranando vette
e vincitori ho già salito
tutte le mie montagne

E se vedo pietre di luce
nel nome del mito o se
tento le rughe dell’universo

Giovanna, Iucci, Battista, Mario, Terenzio.

Mauro Maconi 1999

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Pubblicato il 10 Dicembre 2007
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