Per mantenere la spesa sanitaria ci vuole “collaborazione”
Convegno scientifico all'università Liuc organizzato dal Crems per approfondire le linee evolutive nell'organizzazione delle strutture ospedaliere
Come fare a soddisfare una domanda in crescita ad "iso risorse"? La domanda, che è risuonata come un tormentone nell’ultimo decennio, sta ormai cendendo il passo ad una nuova sfida "impossible": migliorare l’organizzazione per ottimizzare la spesa.
La definizione di modelli è stata affrontata nell’ultimo numero della rivista di diritto, economia e management in sanità "Sanità pubblica e privata" che vede la collaborazione del Crems ( Centro di ricerca in economia e management in sanità dell’università Liuc). Lo studio con la comparazione di alcuni modelli italiani, la comparazione con l’estero è stato al centro di alcuni articoli firmati dai ricercatori della Liuc: Davide Croce, Antonio Sebastiano e Emanuele Porazzi, e presentati nel corso di un convegno svoltosi a Castellanza.
«La figura del "medico manager" è in via di superamento – ha spiegato il direttore del Crems Davide Croce – al suo posto si devono ridefinire le competenze, lasciando gli aspetti manageriali all’amministrazione e creando momenti di collaborazione e condivisione delle questioni mediche tra gli specialisti».
Per chiarire il concetto di "sperimentazione", i ricercatori hanno dimostrato i benefici derivanti da assetti innovativi dell’attività in corsia, soprattutto quella che riguarda il "nursing modulare" dove i letti vengono gestiti a secondo delle emergenze e non delle sopecialità, con personale dedicato. Migliorabili sono anche i percorsi di accoglienza, distinti tra quelli della chirurgia d’emergenza e quelli della chirurgia elettiva.
Oltre alle nuove organizzazioni , in corso all’Humanitas, al CTO di Torino, all’ospedale di Lecco e in quello di Monza, gli studiosi del Crems hanno presentato l’esperienza dell’ospedale Galmarini di Tradate che dal marzo 2006 ha organizzato la sua attività chirurgica in giornaliera, settimanale e ordinaria. I benefici sono stati spiegati dallo stesso direttore generale dell’azienda ospedaliera Pietro Zoia e dal dirigente medico Brunella Mazzei.
La discussione è aperta, le idee tante, ma una cosa è certa: ci vuole maggior collaborazione tra i vari operatori e più flessibilità per rispondere alle richieste del territorio senza gravare sulla spesa, ormai al limite.
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