Stupore e sorrisi all’Apollonio, niente trucchi è magia
Successo di pubblico per il primo Galà della magia. Walter Maffei e la sua squadra di illusionisti hanno messo in scena uno spettacolo accattivante
La magia puo’ far sorridere, stupire e anche riconciliare con la vita. Il Galà del Teatro Apollonio di Varese lo ha dimostrato. Erano almeno 400 le persone che lunedì sera hanno risposto alla chiamata di Walter Maffei, mago e direttore artistico del galà. Dire che quella dell’Apollonio è stata una serata “magica” sarebbe troppo scontato. E’ stata una serata riuscita, certamente da ripetere e perché no magari anche in un fine settimana. La gente (tra cui molti bambini) ha riso, si è stupita, ha gradito la spensieratezza di chi fa sognare grazie all’arte dell’illusione. Momenti di grande emozione li ha regalati Diego Finotti con le sue ombre cinesi (con l’ombra delle mani riesce a fare anche Pavarotti!). E che dire dell’estetismo pazzo di Magicus che si fa ingoiare da un pallone arancione gigante con la complicità del pubblico (l’assistente per caso si chiama Vittorio). Spassoso Carlo della Santa che riporta l’arte del mimo in una dimensione comica, meno surrealista e più scanzonata. Strabiliante Paolo Carta che fa a fette la sua assistente per ricomporla in un batter d’occhio in almeno tre occasioni . Arnaldo Mangini è incredibile più come musicista fai da te, in grado di riprodurre un’intera orchestra a suon di schiaffi, pernacchie e sculacciate, che non come sosia di mister Bean. C’è un’eleganza goliardica in Carlo Torresani, agghindato di banane, emulo di Josephine Baker, e le sue blues Belles. L’aria è varesina e non parigina, ma la gente lo ha seguito con un pizzico di nostalgia. La micromagia è la specialità di Gianfranco Preverino che ancora prima che iniziasse lo spettacolo vero e proprio si è messo nel foyer a fare i suoi strabilianti giochi con le carte.
Bravo il mago Alan perché ha fatto la magia più difficile: far sognare un bambino del pubblico, Nicolas, che nella vita voleva fare il muratore per costruire una casa al fratellino, ma che forse dopo il galà e la sua strepitosa e involontaria performance vorrà fare il mago. Incredibile, proprio così’, il fachiro della Cornovaglia Tomas Blackthorn, che ha ingoiato spade, palle di fuoco e salito scale i cui pioli erano lame affilatissime. Anche se la spada più pericolosa era la sua lingua, capace di battute acute e taglienti. Le incursioni dei Fratelli Fracs hanno riempito gli spazi (ruolo difficile) con simpatia e versatilità, insieme ai presentatori Eugenio Ban e Clara Taormina, divertiti dalle continue sorprese sul palco.
Infine, Walter Maffei , ideatore della serata, e la ballerina Arianna Cavallo hanno chiuso con una performance affascinante per grazia e gusto dell’illusione. Un numero che hanno portato in giro per il mondo dove le coreografie eleganti si fondono con l’arte della magia.
E a vegliare su questo spettacolo bello e inconsueto i burattini di Gualberto Niemen, Gianduja e Testafina, appollaiati ai lati del palco per ricordare a tutti un grande artista nato e cresciuto nel cuore di questa provincia e mai abbastanza ricordato. Il ricavato della serata è stato devoluto alla realizzazione del museo a lui dedicato.
E il buon Berto ha ricambiato vegliando sull’allievo Walter, ormai diventato a sua volta maestro.
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