39 nuovi alloggi per l’edilizia popolare
Inaugurati dall'Aler in via Sant’Agostino, alla presenza dell’assessore alla Casa della Regione Lombardia Mario Scotti. A giugno partono i lavori nell’area del vecchio carcere
A due anni e mezzo dalla posa della prima pietra, l’Aler di Varese consegna il complesso di alloggi a canone sociale di via Sant’Agostino, ad Arnate. Trentanove appartamenti di diversa metratura divisi in due fabbricati, affacciati sul cortile comune e dotati di servizi moderni. Un intervento dal costo complessivo di 3.430.000 Euro, cui seguiranno nuove realizzazioni, già annunciate o in progetto, a partire dalle palazzine che sorgeranno nell’attigua area dell’ex-carcere.
Il complesso è stato inaugurato alla presenza del direttore dell’assessore regionale alla Casa Mario Scotti, del sindaco di Gallarate Nicola Mucci, del presidente dell’Aler di Varese Giampietro Colombo, dell’assessore ai Servizi Sociali Roberto Bongini. «Sicuramente – spiega Scotti – in Lombardia ci sono fasce della popolazione in difficoltà anche nell’accedere agli alloggi a con canone moderato. Quello di oggi è un primo passo concreto per risolvere l’emergenza abitativa nella provincia di Varese. Ma stiamo avviando un nuovo piano triennale per procedere a nuovi interventi, nel quadro di un accordo complessivo. Dove c’è collaborazione con i Comuni, i risultati si ottengono». Un riferimento alla disponibilità dimostrata dall’Amministrazione Comunale, che ha messo a disposizione l’area di più di tremila metri quadri e ha esentato l’Aler dal pagamento degli oneri di urbanizzazione.
«E’ una bella giornata, fondamentale per la nostra amministrazione e per la Città», ha proseguito il sindaco Nicola Mucci, ricordando come l’area per il prossimo intervento sia già stata individuata: quaranta nuovi alloggi prenderanno il posto dei fabbricati cadenti dell’ex-carcere mandamentale, attiguo al complesso inaugurato oggi. I lavori partiranno nel giugno prossimo, mentre se si è in attesa di individuare l’area per altri cento alloggi. «Lavoriamo – prosegue Mucci – per risolvere una emergenza abitativa particolarmente delicata», in una città che cresce per numero di abitanti e è in pieno rinnovamento dal punto di vista urbanistico. «Ci sono tante gru a Gallarate, meno male che ci sono anche progetti come questo» ha aggiunto, prima delle benedizione, il prevosto monsignor Carnevali.
«Sembrano le vecchie case di ringhiera» azzarda un anziano, forse un inquilino. E non lo dice in senso dispregiativo: quel cortile su cui si affacciano le case e i balconi suggerisce uno spazio comune, diverso dall’isolamento dei grandi complessi degli anni sessanta-settanta, abitati da centinaia di famiglie. E diverso anche dalle vecchie case popolari a ballatoio, malsane, promiscue e “vietate” ai disabili: gli spazi collettivi e quelli delle famiglie sono oggi ben divisi, i servizi sono moderni, compresi due ascensori e le autorimesse interrate, compresa uno adatto a persone disabili. Trentanove gli appartamenti, divisi in quattro metrature diverse a seconda dei membri del nucleo famigliare. “Il progetto, di grande qualità, è stato curato interamente dall’Aler, con risorse interne” precisa il presidente dell’Aler Colombo. «Sono alloggi decorosi, niente a che vedere con le vecchie case popolari» assicura l’assessore Scotti. Gli inquilini scalpitano, alla vista delle chiavi degli appartamenti attesi da tanto tempo. Il primo a ricevere le chiavi è un ragazzo disabile, insieme alla madre, poi una famiglia senegalese che vive e lavora da anni in Italia. E poi, via via, tutti gli altri: ritirano le chiavi e salgono a vedere la loro casa, prima di ritrovarsi in cortile. Intorno al tavolo del buffet allestito dall’Aler iniziano a conoscere i nuovi vicini di casa.La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
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