È più friabile dei tradizionali “cammelli” di sfoglia, tipici dell’Epifania, la Cimberio che viene travolta a Masnago dalla Lottomatica Roma 74-92. Una squadra, quella di Bianchini, che si candida davvero a essere la peggior edizione di sempre della Pallacanestro Varese: tre vittorie in diciotto giornate, un pubblico numeroso costretto a fischiare i propri giocatori, ad applaudire gli altri, a ritirare gli striscioni in diretta tv. La Cimberio non c’è più: la sua difesa è travolta, l’attacco vive sulle ultime cartucce rimaste nelle giberne di Brown e Galanda, gli unici a provarci. Capin e Beck si dividono la palma del peggiore, Melvin pare aver perso quel barlume di smalto visto di recente, Hafnar fa quello che può. Non giudicabile Lloreda, su e giù dalla panchina senza mai essere davvero coinvolto. L’immagine è desolante ed è difficile immaginare oggi un modo per evitare la retrocessione, anche considerando il successo di Napoli. Forse arriverà Holland, ultima aspirina da somministrare a un malato grave e che soprattutto non pare avere la forza né la volontà di guarire. Mancano 16 partite: di questo passo sarà un lunghissimo calvario.
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Cimberio Varese-Lottomatica Roma 74-92 (foto Simone Raso) 4 di 21
COLPO D’OCCHIO – C’è un discreto pubblico sugli spalti di Masnago ad attendere la Lottomatica per la prima di ritorno. Dalla curva il solo coro “a favore” è per Mate Skelin, mentre tutti i suoi compagni sono invitati a gran voce a mostrare gli attributi. La gara, come previsto, inizia alle 14,30 per via della protesta degli arbitri, rappresentati in tribuna dal designatore Paronelli.
PALLA A DUE – Inizia dalla panchina il giocatore più atteso della giornata, Jaime Lloreda. Bianchini, il grande ex di Roma, mette vicino a canestro Galanda e Melvin e inizia subito con il doppio play Brown-Capin. Repesa ha i giocatori contati dopo lo stop di Stefansson e preferisce Giachetti a Ukic in regia.
LA PARTITA – Roma mette subito la testa avanti sfruttando le falle delle difesa di casa (3-9). La Cimberio si affida a Galanda e a Brown che in pochi attimi subisce tre falli: tutti loro i primi 10 punti di Varese. Melvin è disastroso sia su Lorbek sia su Garbini e al 5’ i giallorossi sono già a quota 17 punti segnati (a 13). Bianchini chiama minuto e fa esordire Lloreda ma la grandinata continua, con la Cimberio che in una occasione sbaglia pure a schierarsi a zona ("tragica" la definirà poi Bianchini). Quattro punti di Brown e due liberi di Galanda tengono a galla Varese (19-27) ma Ray segna ancora dall’arco: a fine periodo il punteggio è di 20-33 con Roma che vanta un clamoroso 81% al tiro (13/16). Il pubblico fischia a pieni polmoni e un paio di tifosi, arrivati fin quasi alla panchina, devono essere fermati dalla Polizia.
Si riparte con tripla di Ukic e stoppata di Hawkins a Galanda: Roma dilaga e al 13’ è 22-38. Un barlume di Melvin e un autocanestro di Fucka sono vanificati da un centro allo scadere di Gabini che vanifica i primi accenni di una difesa poi perforata da Ray. A dare una scossa sono una tripla di Melvin e un contropiede lanciato da Brown e chiuso da Beck; Repesa saggiamente chiama time out ma viene trafitto ancora da Galanda (36-43). Gli arbitri regalano un antisportivo assurdo a Roma che non ne approfitta e viene punita due volte da Brown: all’intervallo è 40-46 ma il buon momento di Varese, l’unico del match, termina qui.
Roma apre la ripresa con una tripla di Gabini mentre Beck continua a litigare con il ferro: lo rileva Capin, disastroso all’inizio. I capitolini tornano presto a +14 quando la Cimberio esagera con il tiro pesante che non va a segno. Il periodo si trascina con percentuali basse e pochi canestri; la Lottomatica però è in pieno controllo, evita danni e poco per volta aumenta il vantaggio a proprio favore. Ray si guadagna applausi prima con una tripla, poi con una penetrazione che portano il tabellone sul 48-68 riaccendendo la contestazione del pubblico. All’ultimo intervallo è 53-70.
IL FINALE – Poco da dire con un divario simile. Quando i due varesini più generosi, Galanda e Brown, commettono due errori netti, e quando Capin continua a non azzeccare un tiro, crollano anche le macerie di Varese. Arriva pure un tecnico a un Hafnar infuriato è la fine: Roma va sul +22 marchiando a fuoco il punteggio. Gli ultimi minuti non hanno storia in campo: gli unici fatti degni di nota arrivano dagli spalti, dove il pubblico applaude la prova dell’ex Celtics Allan Ray (29 punti, 10/17 al tiro), sciama in anticipo, ritira gli striscioni e quasi non fischia. Perché ha esaurito la pazienza, le lacrime e il fiato.
IL TABELLINO
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