Bossi diserta il comizio. Giorgetti: “L’Udc ha un problema genetico”
Il senatur era atteso in piazza del Garibaldino, ma altri impegni lo hanno portato fuori città. Elezioni subito e Malpensa i temi più gettonati dagli oratori
Tutti aspettavano Bossi, ma lui, il comandante del Carroccio, alla fine sul palco non ci è mai salito. Al comizio in piazza del Garibaldino, dove c’è anche la sede della Lega cittadina, c’era però tutto lo stato maggiore: generali, colonnelli, tenenti, sottotenenti, sergenti, qualche caporale, aspiranti militari e un po’ di truppa accorsa ad ascoltare. Centocinquanta persone, non di più, per un’uscita pubblica il cui significato è stato chiarito dal segretario nazionale Giancarlo Giorgetti, ultimo a parlare e ormai da tempo indicato come l’erede politico del Senatur: «Questa non è un’uscita elettorale. La Lega è sempre operativa per difendere gli interessi nord».
Gli interessi si chiamano Malpensa, Alitalia e le nomine dei boiardi di Stato che verranno fatte ad aprile e che avranno riflessi diretti sul territorio varesino, vista la presenza di aziende a partecipazione statale come Aermacchi e Agusta-Westland. «Entro il 31 gennaio vorrebbero chiudere l’accordo con Air France – continua Giorgetti – e la nostra preoccupazione è che decideranno del destino di Malpensa senza un governo, decisioni da cui non si potrà più tornare indietro. E noi a quel punto con chi ce la prenderemo? Con Prodi che non c’è più? E poi ci sono anche le nomine di Finmeccanica, Enel, Rai e tutte le aziende di Stato».
Al grido di "Padania libera" si è unito anche quello di "slot liberi" a Malpensa: l’hub della brughiera è, dunque, la preoccupazione costante dei leghisti.
Il Carroccio, però, non vede altre soluzioni nel breve periodo se non quella di andare alle urne. Tutti, a partire dal senatore Dario Galli, fino ai sindaci Attilio Fontana, Stefano Candiani e Fabio Rizzi hanno ribadito l’importanza di andare al voto con questa legge elettorale e di ridare la parola ai cittadini. «Spero che il presidente Napolitano – ha concluso Giorgetti – non ascolti i partiti ma il popolo e soprattutto non ceda ai poteri forti. Anche An e Fi adesso sostengono l’importanza di ritornare alle urne. Rimane l’Udc, ma come al solito il loro è un problema genetico».
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